Un giorno una piccola Goccia incontrò una grande Roccia sul proprio cammino. Non le era più possibile seguire la strada che l’avrebbe portata a realizzare il proprio sogno doveva passare oltre questa, ma non sapeva come. Chiese così alla Roccia: “Sorella di pietra, imponente e forte materiale che genera la Terra intera. Tu che sorreggi le case, e dividi l’uomo dall’abisso, ti chiedo di farmi strada, di farmi passare. Perché io non debba farmi strada per conto mio.” Continua a leggere “La Goccia e la Roccia (Fiaba)”
Author alessandrobon
Ogni esperienza è un seme
Creatività e disturbo bipolare
Nel suo libro “Toccato dal fuoco” la psicologa americana Kay Redfield Jamison, ricercatrice di fama internazionale affetta da disturbo bipolare, commentando le vite di molti artisti famosi si interroga sulla possibilità che esista una relazione tra questo genere di disturbo e la creatività artistica.
Getta un sasso nell’anima del mondo
L’anima del mondo è uno specchio d’acqua che perforiamo con ognuna delle nostre azioni. E come l’acqua colpita da un sasso, queste generano piccole onde capaci di raggiungere anche chi non conosciamo. Prima di compiere anche il minimo gesto chiediti che cosa getterai nell’anima del mondo.
Il bambino che scriveva sulla sabbia (Autore Alessandro Bon)
Un bambino tutti i giorni si recava in spiaggia e scriveva sulla spiaggia: “Mamma ti amo!”; poi guardava il mare cancellare la scritta e correva via sorridendo.
Un vecchio triste passeggiava tutti i giorni su quel litorale, e lo vedeva giorno dopo giorno scrivere la stessa frase, e guardare felice il mare portargliela via. Fra sé e sé pensava: “Questi bambini, sono così stupidi ed effimeri.”
Un giorno si decise ad avvicinare il bambino, non avrà avuto più di dieci anni, e gli chiese: “Ma che senso ha che tu scriva “Mamma ti amo!” sulla sabbia che poi il mare te la porta via. Diglielo tu che le vuoi bene.”
Il bambino si alzò, e guardando l’ennesima scritta cancellata dall’acqua salata disse al vecchio: “Io non ce l’ho la mamma! Me l’ha portata via Dio, come fa il mare con le mie scritte. Eppure torno qui ogni giorni a ricordare alla mamma e a Dio che non si può cancellare l’amore di un figlio per la propria madre.”
Il vecchio si inginocchiò, e con le lacrime agli occhi scrisse: “Nora. Ti amo!”; era il nome della moglie appena morta. Poi prese il bimbo per mano e assieme guardarono la scritta sparire.


