Testo di Alessandro Bon e Spartito del M. Giuseppe Marotta
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Continua a leggere “”Grazie per nostra figlia” Musica M° G. Marotta, pianista S. Felici”
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Continua a leggere “”Grazie per nostra figlia” Musica M° G. Marotta, pianista S. Felici”
Un’ombra,
morbida e maliziosa,
si affaccia da un lampione.
Silenzio.
Le auto passano
e gli uomini fischiano
quel corpo malizioso.
Ricordo.
Le merende della mamma,
il pane e nutella,
le corse con gli amici.
Chi sono? Continua a leggere “Puttana (poesia)”
Chi sono io?
Dio, uomo, serpente!
Io cammino sull’acqua
sorretto dalle ali dell’amore.
Io volo nell’aria
sorretto dai sogni.
Io amo Dio,
io prego Lui,
e lo bestemmio.
Io sono Buddha,
io sono Zuzeca,
Io sono Cristo. Continua a leggere “Io sono (poesia)”
Caro 2012, che tu sia un numero o che tu sia una data non lo so, certo ho letto molto delle interpretazioni che danno la fisica e la metafisica circa il significato del tempo, ma in realtà, scusami se mi permetto “tutto è soggettivo”, e il tempo non è altro che lo scorrere della vita per ogni singolo soggetto, non possiamo certo definire chi è giovane, né chi è vecchio, un evento che dura troppo da un evento che dura troppo poco. Gli stessi spettatori di un film potrebbero avere opinioni diverse circa il medesimo, seppur seduti affianco durante la proiezione per uno di loro potrebbe risultare troppo lunga, mentre l’altro potrebbe affermare che sperava non finisse mai. Eppure il film era durato un’ora e mezza per entrambi. Continua a leggere “Caro 2012 sai io ho imparato… e tu cosa mi insegnerai?”
Questo 2011 è stato sorprendente, per certi versi unico. E’ incredibile come una serie di eventi mi abbiano portato ad essere amato da così tante persone.
Non so mai da dove iniziare a fare dei bilanci, perché rischio sempre di poter cadere nella retorica, e nella tristezza, perché so che la mia è una vita condizionata da una malattia che non mi lascia mai stare, e che crea voragini incolmabili nell’anima, ma che è allo stesso tempo una vita che va vissuta… Continua a leggere “Ciao 2011, sai che c’è? Che non sei stato così male…”