Tag

, , , , , ,

Questo 2011 è stato sorprendente, per certi versi unico. E’ incredibile come una serie di eventi mi abbiano portato ad essere amato da così tante persone.
Non so mai da dove iniziare a fare dei bilanci, perché rischio sempre di poter cadere nella retorica, e nella tristezza, perché so che la mia è una vita condizionata da una malattia che non mi lascia mai stare, e che crea voragini incolmabili nell’anima, ma che è allo stesso tempo una vita che va vissuta…

Credo di non aver mai avuto il coraggio di essere me stesso, e che a 36 anni mi son preso sulle spalle la “responsabilità del mio “vero io””. Ma chi è il mio “vero io”?  Credo che non si possa definire esattamente chi siamo:  “Noi siamo il risultato del nostro passato.” Ma in realtà siamo un fermo immagine. Possiamo essere definiti, o definirci, come un individuo diverso in base all’età che abbiamo. Ho subito cambiamenti incredibili nell’arco della mia vita, e li ho visti subire anche da persone vicine a me.

Serve avere coraggio per essere sé stessi, molto di più di quanto necessiti nel mettersi una maschera e recitare una parte. La staticità, l’abitudine genera inerzia mentale, mancanza di vita. Serve coraggio per andare contro corrente. E l’ho imparato dai miei amici omosessuali, che riescono ad essere se stessi in una società che li disprezza. Essere se stessi in una società che li perseguita. Serve coraggio ad uscire dagli schemi. L’ho imparato dai miei amici artisti, che vivono della loro passione e che fanno immense rinunce per poter vivere di sogni.

La vita non da alternative o scegli o ti sceglie. Questo ho imparato. Non abbiamo tempo per le indecisioni, perché ogni minuto perso a pensare alle conseguenze di una decisione è una possibilità mancata. Scegliere o essere scelti. Partecipare o subire la vita. E chi la subisce attribuisce la colpa a chissà quale entità della sua infelicità, senza rendersi conto che è lui il fautore di tanti vuoti presenti nella propria vita. Ho imparato, anche, che ci sono scelte che non puoi fare, e che non ti sono proposte da nessuno. Il Fato a volte decide per te,  e a quel punto non puoi che accettare la Sua scelta. Ma non devi mai, e poi mai, usare il Fato come scudo per le tue indecisioni.

Ho pianto molto quest’anno, ed ho capito che essere deboli non vuol dire essere fragili, ma esser vigliacchi. Le persone fragili si piegano al vento, ma si rialzano finita la tempesta. I deboli si accasciano e si arrendono.

Ho visto il mondo con gli occhi altrui quest’anno. E ho rivisto davanti a me la vita di mia madre. E l’ho vista  alla mia età, quando già non aveva né padre, né madre, e aveva due figli piccoli da accudire… E ho capito che la vita è stata dura con lei. Ho incontrato un ragazzo che assomiglia ad “un mio  io” di anni fa, e l’ho odiato, come potrei odiare il mio peggior nemico. Poi l’ho capito, come si può capire una delle tante immagini che si ha di se stessi. Ho conosciuto una donna, che mi detto di essermi  grata per aver scritto il mio libro autobiografico, grazia al quale è riuscita a resistere alla depressione. Grazie a questo ha voluto conoscermi. Ora siamo amici e confidenti. Da lei ho imparato che posso essere utile agli altri. E lei ha aiutato me in un momento di grande necessità.

Mi son guardato attorno e non ho visto che nessuno credeva a sufficienza in me. E io ho aggiunto altra forza ed entusiasmo in ciò che facevo e faccio..

E ho imparato che “gli altri” non possono definire i nostri traguardi, perché se alla fine della corsa noi avremo ancora voglia di correre, allora lo faremo… anche se questo vorrà dire correre da soli…


Ciao 2011, per la prima volta chiudo un anno “in positivo”… con il sorriso sulle labbra….

Annunci