Vorrei essere il tuo diario

images (5)Vorrei essere il tuo diario.
Vorrei che tu riempissi la mia vita
di pagine piene d’amore e di gioia,
di lacrime e dolore, di figli e notti in bianco.

Vorrei che imparassi a parlarmi,
a raccontarmi del tuo cuore.
Vorrei che il mio cuore
si riempisse delle tue parole,
e che vivesse solo per te.

Vorrei che il nostro diario
fosse lungo una vita, e che solo Dio
riuscisse a scrivere la parola fine.

 

———>   E’ uscito il mio quarto libro: La persistenza della memoria:

Lo puoi ordinare su questo sito per riceverlo con una dedica

Il libro è in vendita in oltre 4500 librerie e on line:

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Questo testo è di Proprietà intellettuale di Alessandro Bon può essere usato solo citando l’autoreCreative Commons Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 2.5 Italia License.

Spiaggia d’estate

cropped-scrivo-sulla-sabbiaCome un bimbo
che disegna sulla sabbia
sei tu.

Segni che sembrano eterni
nella mia anima,
solchi profondi,
ferite aperte.

Come le onde,
impetuose e inarrestabili,
le tue mani.

Mani calde,
mani che non si fermano,
mani che esplorano.

L’acqua cancella i segni.
L’acqua cancella le ferite.
Come il tempo lei è.

L’estate finita.
L’amore andato…
ma le ferite nella mia vita
il mare non ha cancellato

 

———>   E’ uscito il mio quarto libro: La persistenza della memoria:

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Farfalle

1010621_10207113878798049_6746883006350626697_nFiori ricoprono i prati
e di essi le farfalle,
candide creature,
si nutrono e vivono.

I fiori sbocciano,
timorosi di Dio,
e aspettano l’amore,
vero frutto della giovinezza.

Perché debbo sbocciare,
perché debbo vivere,
perché debbo dare frutti
se non ho nessuno da nutrire?

I fiori più belli, a volte,
non profumano,
non hanno colori sgargianti,
ma attendono farfalle…

Per poter sbocciare.

 

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Angoscia

Non vengo questa sera per il tuo corpo, o bestia
Che i peccati d’un popolo accogli, né smuoverò
Nei tuoi capelli impuri una triste tempesta
Sotto il tedio incurabile che versa il mio bacio:

Chiedo al tuo letto il sonno pesante, senza sogni,
Librato sotto il velo segreto dei rimorsi,
E che tu puoi gustare dopo le tue menzogne
Nere, tu che del nulla conosci più che i morti.

Poiché il Vizio, rodendomi l’antica nobiltà,
M’ha come te segnato di sua sterilità;
Ma mentre nel tuo seno di pietra abita un cuore

Che crimine o rimorso mai potrà divorare,
Io pallido, disfatto, fuggo col mio sudario,
Sgomento di morire se dormo solitario.

La rosa bianca

10441968_10204351594737820_6436489457193511987_nAppoggiasti la tua rosa al mio cuore,
era bianca, come la tua carnagione,
aveva spine come il tuo carattere.

Segnasti i miei giorni,
di profumi intensi,
ed intense sofferenze.

Stringesti forte la tua rosa,
conficcando spine nel mio cuore,
e vi rimasi ferito.

Ora la tua rosa è rossa,
come le lacrime che ho pianto,
come te quando ti ho detto:

addio….

 

 

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