La lacrima e il fiocco di neve

 

Lenta cadeva la neve
un vento dolce soffiava,
e un fiocco si lasciava cullare
sembrava danzasse.

Una ragazza vestita d’azzurro
piangeva, la sua figura stonava
fra i giochi dei bimbi
e il bianco della neve.

Una lacrima cadde
trasparente come un’anima,
aspra come la vita.

Veloce un vento gelido
segnò i volti,
e la goccia e il fiocco di neve,
sospesi nell’aria,
si amarono.

Una goccia cadde a terra.
Sembrava rugiada.

 

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Una vecchia tomba

Una croce di legno rotta,
una vecchia foto sbiadita.

Un volto sorridente,
un cuore che venne amato,
un ricordo che non c’è più.

E l’anima?

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Rinascere donna (poesia)

380986_518115371574444_950833902_nSe rinascessi donna
vorrei saper scrivere
poesie per raccontare
agli uomini le delusioni patite.

Saprei dirgli con le mie parole
il male che ho dovuto soffrire
quando non volevo fare l’amore.

Spezzare le reni
con fiumi d’inchiostro
a chi mi descriverebbe acida
perché infelice.

Provare a descrivere ciò che provo
se sono abbracciata al mio uomo,
e ciò che sento quando mi bacia.

Se rinascessi donna,
non ricorderei d’essere stata uomo,
per cui non saprei cosa prova lui per me,
e spererei di rinascere uomo.

 

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Conoscersi (Poesia)

550 (2)Avevo disegnato il tuo volto sulla neve,
eppure me lo ricordo ancora.
Di te mi aveva parlato la pioggia,
ma oggi è sereno.

Il tuo tremare sotto il mio corpo
lo ricordavo già,
ma mai ci eravamo amati.

Avevo già assaporato il tuo gusto,
come se in ogni frutto mangiato
ci fosse un po’ di te.

Il tuo profumo era nell’aria,
per questo le mie narici
lo conoscevano già.

Sapevo esattamente dove toccarti,
dove baciarti, come farlo,
e il tuo corpo riconosceva il mio.

Eravamo tutt’uno prima di amarci,
il mio corpo era già dentro te,
e il tuo già lo riceveva…

E’ la prima volta che ti amo,
e già so che sarà per sempre.

 

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In punta dei piedi (poesia)

Foto tratta dal progetto "La ballerina del Carillon " di Samanta Tamborini dal sito www.samantatamborini.com/

Foto “La ballerina del Carillon ” di Samanta Tamborini dal sito http://www.samantatamborini.com/

Il carillon suona
e la ballerina rotea su sé stessa.

In prospettiva tu sei alta come lei,
eppure la tua corporeità è dolce e sinuosa.

Tocchi il mondo con le dita dei piedi,
eppure i tuoi occhi mostrano amore,
forse sei un angelo,
che una strana calamita tiene ancorato
al suolo che calpesti.

Si alza una lieve foschia mattutina,
e i piedi ne rimangono nascosti.
E l’angelo prende il volo,
ora lo so, tu stai volando!

Ti vedo sinuosa muoverti nel cielo,
e fra i piedi le nuvole che ti sorreggono,
il tuo corpo femmineo danza,
senza accorgersi che io t’ammiro,
puro e meraviglioso,
mi ricorda l’amore, il sesso e la maternità.

Un piccolo balzo,
e scopro basito che tu sei donna,
e non un angelo come credevo,
e ritorno a pensare:

“Cosa proverà a toccare il mondo in punta dei piedi?”

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