Cori da “La Rocca” T.S. Eliot

L'Auspicio (lat. auspicium, da avis "uccello" e *specio "vedo") era una pratica divinatoria in uso fra gli etruschi e i romani. E con altri nomi presso altri popoli

L’Auspicio (lat. auspicium, da avis “uccello” e *specio “vedo”) era una pratica divinatoria in uso fra gli etruschi e i romani. E con altri nomi presso altri popoli

 

Coro I

Si leva a volo l’Aquila alla sommità del Cielo;
Il Cacciatore coi cani segue il suo percorso.
O rivoluzione perpetua di stelle configurate,
O ricorrenza perpetua di stagioni determinate,
O mondo di primavera e d’autunno, di nascita e di morte!
Il ciclo senza fine dell’idea e dell’azione,
L’invenzione infinita, l’esperimento infinito,
Portano conoscenza del moto, non dell’immobilità;
Conoscenza del linguaggio, ma non del silenzio;
Conoscenza delle parole, e ignoranza del Verbo.
Tutta la nostra conoscenza ci porta più vicini alla nostra ignoranza,
Tutta la nostra ignoranza ci porta più vicino alla morte.
Ma più vicino alla morte non più vicini a DIO.
Dov’è la Vita che abbiamo perduto vivendo?
Dov’è la saggezza che abbiamo perduto sapendo?
Dov’è la sapienza che abbiamo perduto nell’informazione?
I cicli del Cielo in venti secoli
Ci portano più lontani da DIO e più vicini alla Polvere.

Conoscersi

550 (2)Avevo disegnato il tuo volto sulla neve,
eppure me lo ricordo ancora.
Di te mi aveva parlato la pioggia,
ma oggi è sereno.

Il tuo tremare sotto il mio corpo
lo ricordavo già,
ma mai ci eravamo amati.

Avevo già assaporato il tuo gusto,
come se in ogni frutto mangiato
ci fosse un po’ di te.

Il tuo profumo era nell’aria,
per questo le mie narici
lo conoscevano già.

Sapevo esattamente dove toccarti,
dove baciarti, come farlo,
e il tuo corpo riconosceva il mio.

Eravamo tutt’uno prima di amarci,
il mio corpo era già dentro te,
e il tuo già lo riceveva…

E’ la prima volta che ti amo,
e già so che sarà per sempre.

 

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—-> La persistenza della memoria

Disponibile in Ebook o cartaceo.

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Tantra dello “Dzong-chen”

autunno1-982x540Come un’ape cerca il nettare da
tutti i tipi di fiore,
si cerchino gli insegnamenti dovunque;
come un cervo che va a trovare un posto tranquillo per pascolare,
si cerchi la solitudine,
per digerire tutto quello che si è raccolto.

Come un pazzo, al di là di ogni limite,
si vada ovunque piaccia,
vivendo come il leone,
libero da tutte le paure.

(Tantra dello “Dzong-chen”)

“I diversi modi possibili di confrontare gli accadimenti sono la prova dei diversi “noi” (Claudio Rocchi)

“I diversi modi possibili di confrontare gli accadimenti sono la prova dei diversi “noi”. C’è un me che sorride ad un’offesa, ad esempio, e ce n’è un altro pronto all'”occhio per occhio”. Il primo è nel gruppo che fa la pace, il secondo in quello che fa la guerra. Il “presente” mentre scrivo una canzone è lo stesso presente abitato dalle bollette che devo pagare in posta, dal “litigio” con il mio amore, dalla necessità di fare la spesa, dal dolore sotto il polpastrello del dito, dalla voglia di sole.
Di volta in volta, quando ne siamo capaci, scegliamo il presente cui dedicarci prioritariamente, se non ne siamo capaci siamo scelti noi dal “presente” che ci sovrasta più degli altri sino ad annientarci a volte, o a magnificarci.
Fossimo pietre saremmo lì fermi per terra. Ma siamo cristalli che accolgono le varie luci del presente (stati emotivi, accadimenti) e (come prismi plurisfaccettati) la riflettiamo “creando” proiezioni di luce rifratta.
Se poi volessi prendere per buona la bizzarra idea che “così è nel piccolo, cosi è nel grande” (Kybalion, Ermete Trismegisto) vedresti come muovere un dito qui potrebbe creare un mondo là, tra micro e macrocosmo….”(Claudio Rocchi)

Koan Zen tratto dal Telefilm Kung Fu

Amanti silenziosi

Les Amants (Magritte)

Amanti silenziosi

Una mano nel deserto,
un deserto di solitudine,
una solitudine che uccide.

La pioggia non cade,
le lacrime non bastano,
i fiumi non irrorano.

Uomo che viaggia solo,
uomo che ama pensare,
uomo che rinuncia ad amare.

Donna che lava i piatti,
donna che allatta,
donna che bacia il figlio.

Sole che tramonta la sera.
Luna che splende la notte.
Mare che osserva gli amanti.

Cielo che ospita le stelle.
Nuvole che viaggiano nel vento.
Pianeti che navigano nell’orbita…

Anche voi siete soli,
anche voi amate.
Ma non siete amati.

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Questa poesia è tratta dal mio libro “Gocce d’acqua in un mare di petrolio” lo trovi in e book e cartaceo.