Kahlil Gibran: ovvero l’amore assoluto

Kahlil Gibran-1883-1931

Kahlil Gibran-1883-1931

Farò della mia anima uno scrigno per la tua anima, del mio cuore una dimora per la tua bellezza, del mio petto un sepolcro per le tue pene. Ti amerò come le praterie amano la primavera, e vivrò in te la vita di un fiore sotto i raggi del sole. Canterò il tuo nome come la valle canta l’eco delle campane; ascolterò il linguaggio della tua anima come la spiaggia ascolta la storia delle onde. (da Le ali spezzate di Kahlil Gibran)

Il purgatorio di Simone (poesia)

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C’era solo il buio all’orizzonte,
nero il mare e nero il cielo
che si univano fra di loro
e in mezzo noi.

Calammo le reti in quel buco nero,
e in pochi minuti si riempirono di corpi.
Gridavano le reti,
ma non c’erano gabbiani che cercassero di derubarci,
ma squali affamati e antropofagi.

Gridavano le reti,
i marinai pregavano,
le onde assordanti facevano rimbombare lo scafo,
e dal mare nero corpi neri e occhi bianchi affioravano.

Preghiere in lingue sconosciute,
lacrime dense dai miei occhi
si mescolavano con il sudore della mia fronte.
E io pensavo a mia moglie e a Gesù.

E capì, che fra un peccatore e un pescatore
c’è una sola lettera a far la differenza,
e lui peccatore di nome Simone
fu destinato a esser “pescatore di uomini.”

(26/04/2015 a coloro che salvano vite)

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Al Partigiano Vianello (Poesia)

Autore  Joel Robinson

Autore Joel Robinson

Vi era un albero vicino casa mia,
quand’ero bimbo.

D’autunno le foglie
ricoprivano il viale d’ingresso,
e lo coloravano di rosso.

Mia madre sbuffava
quando le raccoglieva
protestando fra sé e sé
contro i vicini.

Ora quell’albero non c’è più,
e manca a mia madre
quel rito autunnale
che le ricordava
il cambio di stagione.

O forse le manca il vecchio partigiano Vianello
che si scusava delle foglie cadute
come i Soldati di Ungaretti…
e che a lui erano così cari.

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La valanga

JIM WARREN

JIM WARREN

 

Un suono acuto,
un gran trambusto.

La neve scende dalla montagna,
senza trovare ostacoli,
crescendo inesorabile,
devastando tutto.

Al suo passaggio lascia un solco,
ma non sembra accorgersene,
e continua la sua folle corsa.

Un nuovo grande boato:
la palla di neve esplode
contro un grande masso.

La vita passa in fretta,
i giorni, i mesi, gli anni,
si stratificano,
in un passato che sembra fagocitare la nostra vita.

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Imparare a soffrire

 Autore: Mihai Criste

“Sleep Walking Well” Autore: Mihai Criste

 

 

Ho coperto di cenere il mio cuore
per poterlo riscaldare
durante i giorni bui
della mia vita.

Avvolto i miei occhi
in teli bagnati
per imparare a piangere.

Immerso le mani nel fango
per scoprire che se si tocca il fondo
c’è sempre del buono da trovare.

Gettato la mia anima nella tempesta
per poterla riavere più forte.

Solo così ho imparato a soffrire.

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