La guerra dei poveri (come i Potenti si difendono dalla crisi)

Chi trova un nemico trova un tesoro. (Alessandro Bon)

Il nemico ti guarda

La “Teoria del terrore” è facile da amministrare, la capacità di individuare i nemici da proporre è insita nel buon governante. Perché se il nemico ha un volto è facile da individuare. Da odiare. E non importa se è il nemico sbagliato, non importa se è il tuo vero nemico a inventarsene altri.
E il nemico diventa l’immigrato che ci sottrae servizi, lo statale che ha privilegi, l’autonomo o il negoziante che evade, Satana. E loro, i politici, i sindacati, la Chiesa son sempre lì, con gli stessi privilegi, con gli stessi cazzo di soldi sottratti a noi poveri. Ma guai a dirlo, altrimenti si alza il coro da stadio: “Il mio partito è migliore, è il tuo che è peggiore. La mia religione è santa, la tua sbaglia.” Continua a leggere “La guerra dei poveri (come i Potenti si difendono dalla crisi)”

La guerra dei poveri (come i Potenti si difendono dalla crisi)

Chi trova un nemico trova un tesoro. (Alessandro Bon)

Il nemico ti guarda

La “Teoria del terrore” è facile da amministrare, la capacità di individuare i nemici da proporre è insita nel buon governante. Perché se il nemico ha un volto è facile da individuare. Da odiare. E non importa se è il nemico sbagliato, non importa se è il tuo vero nemico a inventarsene altri.
E il nemico diventa l’immigrato che ci sottrae servizi, lo statale che ha privilegi, l’autonomo o il negoziante che evade, Satana. E loro, i politici, i sindacati, la Chiesa son sempre lì, con gli stessi privilegi, con gli stessi cazzo di soldi sottratti a noi poveri. Ma guai a dirlo, altrimenti si alza il coro da stadio: “Il mio partito è migliore, è il tuo che è peggiore. La mia religione è santa, la tua sbaglia.” Continua a leggere “La guerra dei poveri (come i Potenti si difendono dalla crisi)”

La necessità di costruirsi un nemico. Come il potere genera consenso. Il “Casus belli” Libia

« Higgins: Il problema è economico. Oggi è il petrolio, tra dieci o quindici anni il cibo, plutonio, e forse anche prima. Che cosa pensi che la popolazione pretenderà da noi allora?
Joe: Chiediglielo.
Higgins: Non adesso, allora! Devi chiederglielo quando la roba manca, quando d’inverno si gela e il petrolio è finito, chiediglielo quando le macchine si fermano, quando milioni di persone che hanno avuto sempre tutto cominciano ad avere fame. E vuoi sapere di più? La gente se ne frega che noi glielo chiediamo, vuole solo che noi provvediamo. »
(Dialogo tra Higgins a Joe nella parte finale del film I tre giorni del Condor”)

Non so quanti di voi abbiano letto “1984” di George Orwell, ma credo che questo romanzo sia un vero e proprio saggio di sociologia che dovrebbe esser studiato nelle Università da quei docenti che vogliono aprire la mente dei loro studenti sull’attualità dei suoi contenuti in un periodo storico che ripropone il neocolonialismo francese e l’invenzione continua di nuovi nemici.

Spesso l’attenzione del lettore si sofferma sul controllo del consenso che il “Big Brother” impone al proprio popolo, ma vorrei invitarvi a riflettere sulla conquista del potere attraverso la creazione di nemici, spesso immaginari, o troppo lontani per noi per poter essere un reale pericolo per la nostra società. Guerre che nascono anche grazie ad azioni di guerra contro le proprie truppe, con attentati causati da organi militari segreti il cui scopo è pilotare la politica interna di altri stati. Il paradosso del complotto, quella sottile ombra che si stende su ogni conflitto, che ha sempre il gusto aspro della guerra pilotata. In fin dei conti anche in “1984” venivano raccontati dei bombardamenti “autoinflitti” da parte del Governo di Oceania, il cui unico scopo era quello di fingersi in guerra con le altre due potenze mondiali. Continua a leggere “La necessità di costruirsi un nemico. Come il potere genera consenso. Il “Casus belli” Libia”