La necessità di costruirsi un nemico. Come il potere genera consenso. Il “Casus belli” Libia

« Higgins: Il problema è economico. Oggi è il petrolio, tra dieci o quindici anni il cibo, plutonio, e forse anche prima. Che cosa pensi che la popolazione pretenderà da noi allora?
Joe: Chiediglielo.
Higgins: Non adesso, allora! Devi chiederglielo quando la roba manca, quando d’inverno si gela e il petrolio è finito, chiediglielo quando le macchine si fermano, quando milioni di persone che hanno avuto sempre tutto cominciano ad avere fame. E vuoi sapere di più? La gente se ne frega che noi glielo chiediamo, vuole solo che noi provvediamo. »
(Dialogo tra Higgins a Joe nella parte finale del film I tre giorni del Condor”)

Non so quanti di voi abbiano letto “1984” di George Orwell, ma credo che questo romanzo sia un vero e proprio saggio di sociologia che dovrebbe esser studiato nelle Università da quei docenti che vogliono aprire la mente dei loro studenti sull’attualità dei suoi contenuti in un periodo storico che ripropone il neocolonialismo francese e l’invenzione continua di nuovi nemici.

Spesso l’attenzione del lettore si sofferma sul controllo del consenso che il “Big Brother” impone al proprio popolo, ma vorrei invitarvi a riflettere sulla conquista del potere attraverso la creazione di nemici, spesso immaginari, o troppo lontani per noi per poter essere un reale pericolo per la nostra società. Guerre che nascono anche grazie ad azioni di guerra contro le proprie truppe, con attentati causati da organi militari segreti il cui scopo è pilotare la politica interna di altri stati. Il paradosso del complotto, quella sottile ombra che si stende su ogni conflitto, che ha sempre il gusto aspro della guerra pilotata. In fin dei conti anche in “1984” venivano raccontati dei bombardamenti “autoinflitti” da parte del Governo di Oceania, il cui unico scopo era quello di fingersi in guerra con le altre due potenze mondiali.

Finti nemici, creati ad hoc per ingannare gli stolti, coloro che affidano anima e coscienza ai politici di turno, spesso troppo ignoranti per capire gli avvenimenti che li circondano, ma ancora più spesso troppo invaghiti delle proprie idee per poter guardare oltre il proprio naso. Ed è così che nascono guerre, come quella dell’Iraq, in cui lo scopo reale era quello di impossessarsi del petrolio presente nel sottosuolo di quel paese, e non salvare il popolo da una dittatura, che è sempre stata aiutata e finanziata dagli USA stessi, fin da quella guerra fra Iran ed Iraq che diede scandalo con l’Irangate.

In Iraq si crearono false prove di armi di distruzioni di massa, e l’ONU, l’Organizzazione nata a seguito della Seconda Guerra Mondiale si prostituii per l’ennesima volta di fronte alle bugie occidentali lasciando Colin Power mentire circa la presenza di armi di distruzione di massa presenti in Iraq e pronte a colpire l’occidente stesso.

In fin dei conti creare il “nemico di turno” è sempre stata una mania per gli USA, ma anche per Cina, Russia, Francia, Inghilterra, e per le altre potenze a loro soggette o alleate. Nemici di cui spesso anche il popolo crede all’esistenza. Un popolo che si fa guidare in questo piano scellerato di continua propaganda filo-bellica, e che non riesce a vedere la menzogna. Ed è con il dialogo sopracitato de “I tre giorni del Condor” che si può capire il vero motivo dell’ultima guerra occidentale: “La guerra di Libia” contro Gheddafi. Una guerra creata ad HOC dalla Francia, che poi è stata pilotata fin al creare il consenso nelle masse occidentali. Conflitto in cui le uniche vittime sono i civili libici, mentre l’unico target di Sarkozy è il petrolio libico. Quei civili che ora la Francia non vuole, ma che a causa sua muoiono come mosche.

Queste guerre che son rappresentate come “modellini di Risiko!” dai Generali, vedi sopra, ma che nulla di divertente creano.

Il consenso in questo caso è stato creato con queste poche mosse:

  1. La Francia ha creato una coalizione in contrapposizione al Rais Gheddafi;
  2. la reazione di Gheddafi è stata una Guerra Civile e i Mass Media hanno “pompato” la reazione di sdegno dell’occidente;
  3. la presa di coscienza da parte dell’occidente del punto di non ritorno;
  4. la Risoluzione ONU che imponeva la no fly zone;
  5. l’inizio della Guerra, non concordato, da parte della Francia;
  6. l’invenzione del nemico italiano Gheddafi, da parte dei mass media, e per convincere gli elettori di sinistra la trasformazione del medesimo in amico, unico in italia, di Berlusconi;
  7. ora destra, filo occidentale, e sinistra, antagonista a Berlusconi, sono uniti sull’impossibilità della nostra partecipazione nella “Guerra in Libia”.
La conquista del consenso e la generazione del nemico, passa attraverso la conquista dell’opinione pubblica. Un tempo bastava dire: “Attenti li Turchi”; e narrare li leggende della loro, unica, cattiveria. Oggi basta usare TV e Giornali per trasformare l’ex alleato, pur pesante e inopportuno, in nemico, in meno di una settimana…
Mentre la NATO si scusa dei civili uccise nei raid… noi ci rimbocchiamo le coperte e malediciamo Gheddafi e Berlusconi mentre un popolo intero soffre.

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