Cerca la saggezza

Cerca la saggezza in ogni volto che incontrerai lungo la strada della tua vita. Ogni situazione potrà generare apprendimento se saprai essere un umile allievo, e mai un borioso maestro. Guarda il mondo con gli occhi di un bambino, sapendo che nulla succede per caso. Cerca la verità in ogni dove. Sii distaccato dal mondo. Solo così saprai narrare la vita a chi non sa pronunciare giuste parole. (A.B.)

Tango (Poesia)

 The Singing Butler (Jack Vettriano)

Sotto un lampione vi guardo,
ho una spalla poggiata,
e le gambe incrociate.

In segno di resa.

La luce illumina me triste e solo,
una luce grigia, mentre voi ballate.

Sottofondo: una musica argentina.

Vi divertite e ballare felici,
e coppie si guardano e si innamorano.

E’ una luce più aurea,
che sembra illuminarvi.

Spesso la vita è vissuta diversamente,
e piccole luci illuminano grandi differenze.

Come piccoli gesti fanno percepire grandi disagi.

La vita è una partita di tennis. (Monologo sulle occasioni che la vita ci offre)

Non è tanto la mente che è ferma, perché quella, talvolta è anche troppo veloce, ma il corpo, che vive di inerzia e incapacità di reagire. Così, quei due fottuttissimi amici si ritrovano tutte le sere a interrogarsi su cosa fare, ma poi l’ha sempre vinta il corpo, con buona pace della mente. E a quest’ultima, che poi si rompe le palle, non resta che dar di matto: viaggiando attraverso mondi inesistenti e progettando futuri ed azioni che non realizzerà mai. E’ qui che mi chiedo se debbo sopprimere l’uno o l’altra. E quale destino mi attenda al di la della follia.
(Alessandro Bon)

Spesso mi guardo indietro e mi rendo conto di aver perso centinaia di occasioni, di aver rinunciato a troppe situazioni che avrebbero potuto darmi una qualche forma di gioia, un modo nuovo per sentirmi vivo. Continua a leggere “La vita è una partita di tennis. (Monologo sulle occasioni che la vita ci offre)”

Ho costruito (poesia)

Ho costruito decine di ponti,
per attraversa le mie insicurezze,
Ho vissuto decine di vite,
per crescere nel mondo.
Ho ucciso decine di draghi,
per essere eroe.
Ho amato cento donne,
per capire il loro animo.

Ma la vera grande prova,
l’ho fallita:
io non ho avuto te.

Il guerriero che cacciò la propria ombra

Nelle praterie americane vi era un indiano Lakota che non riusciva a legare con nessuno all’interno della sua tribù. Era sempre triste e aveva mille paure. Si sentiva diverso dagli altri guerrieri, e mal sopportato. Fu per questo che una notte chiese a Wakan Tanka di distruggere la sua ombra: il suo lato oscuro.
Il dio generatore del mondo lo accontentò e la portò via con sé durante la notte.
Il guerriero non sapeva che l’ombra non era solo fonte di paure e di sconforto, ma era una parte fondamentale di sé. Cosa sarebbe stato senza questa parte della sua identità?
I giorni passavano e lui non temeva nulla e nessuno, combatteva contro i Crow, cacciava i bisonti come mai aveva fatto, era rispettato e temuto da tutti. Temuto si: perché non aveva paura di nulla. E chi non teme mette sgomento, suggestione. Così si ritrovò ancora solo, ancora evitato da tutti, e mentre prima i bambini lo adoravano, ora lo evitavano.
Ogni giorno che passava capiva che qualcosa non andava in lui, che era sempre felice: troppo su di giri. Non sapeva contenersi ed era violento e privo di pudore.
Da un certo lato questa nuova vita gli piaceva, ma quando si girava e vedeva che era privo di ombra capiva di non essere più lo stesso di prima.
Una sera pregò Wakan Tanka di restituirgli l’ombra, aveva anche bisogno di esser triste, aver paura, piangere, per essere un uomo… Spesso si impara di più nella sofferenza che nella felicità. E le sconfitte fanno maturare.
Il dio Sioux gli restituì l’ombra, che era impaurita e sola. Perché anche l’ombra ha bisogno di essere amata.

In fin dei conti un uomo senza ombra può essere un uomo vero?