Il guerriero che cacciò la propria ombra (Alessandro Bon)

Nelle praterie americane vi era un indiano Lakota che non riusciva a legare con nessuno all’interno della sua tribù. Era sempre triste e aveva mille paure. Si sentiva diverso dagli altri guerrieri, e mal sopportato. Fu per questo che una notte chiese a Wakan Tanka di distruggere la sua ombra: il suo lato oscuro.
Il dio generatore del mondo lo accontentò e la portò via con sé durante la notte.
Il guerriero non sapeva che l’ombra non era solo fonte di paure e di sconforto, ma era una parte fondamentale di sé. Cosa sarebbe stato senza questa parte della sua identità?
I giorni passavano e lui non temeva nulla e nessuno, combatteva contro i Crow, cacciava i bisonti come mai aveva fatto, era rispettato e temuto da tutti. Temuto si: perché non aveva paura di nulla. E chi non teme mette sgomento, suggestione. Così si ritrovò ancora solo, ancora evitato da tutti, e mentre prima i bambini lo adoravano, ora lo evitavano.
Ogni giorno che passava capiva che qualcosa non andava in lui, che era sempre felice: troppo su di giri. Non sapeva contenersi ed era violento e privo di pudore.
Da un certo lato questa nuova vita gli piaceva, ma quando si girava e vedeva che era privo di ombra capiva di non essere più lo stesso di prima.
Una sera pregò Wakan Tanka di restituirgli l’ombra, aveva anche bisogno di esser triste, aver paura, piangere, per essere un uomo… Spesso si impara di più nella sofferenza che nella felicità. E le sconfitte fanno maturare.
Il dio Sioux gli restituì l’ombra, che era impaurita e sola. Perché anche l’ombra ha bisogno di essere amata.

In fin dei conti un uomo senza ombra può essere un uomo vero?

 

Il papà dagli occhi che sapevano amare

Vi era un uomo seduto in riva al mare che cantava canzoni che sembravano provenire da un altro mondo, un tempo antico, un altro paese…. Un paese che Antonio non aveva mai udito nominare: era un Afghano. La sua felicità per Antonio era incomprensibile: non aveva una gamba! Eppure cantava felice.

“Ma come fa un uomo senza  una gamba ad essere felice?” Si chiedeva Antonio. E giorno dopo giorno gli passava accanto, con quell’ingenuità che solo un ragazzino di 13 – 14 anni sa ancora avere. Finché una mattina l’uomo si girò verso di lui e gli disse: “Tutti i giorni ti fermi ad ascoltarmi cantare e poi te ne vai a capo chino dopo aver guardato la mia gamba, perché?” Continua a leggere “Il papà dagli occhi che sapevano amare”

Il bruco e la farfalla

Un giorno due bruchi si incontrarono. Il primo era terrorizzato dal dover mutare in farfalla. Il secondo, era allegro e felice. Così Madre Natura chiese a loro: “Volete diventare farfalle?” Il primo non volle, il secondo accettò. Dopo qualche tempo si ritrovarono, ormai prossimi alla morte, il primo deluso dalla vita,…… il secondo felice di esser farfalla. Non abbiate paura dei cambiamenti: posso rivelarsi la migliore scelta della vostra vita.

Il papà dagli occhi che sapevano amare

Vi era un uomo seduto in riva al mare che cantava canzoni che sembravano provenire da un altro mondo, un tempo antico, un altro paese…. Un paese che Antonio non aveva mai udito nominare: era un Afghano. La sua felicità per Antonio era incomprensibile: non aveva una gamba! Eppure cantava felice.

“Ma come fa un uomo senza  una gamba ad essere felice?” Si chiedeva Antonio. E giorno dopo giorno gli passava accanto, con quell’ingenuità che solo un ragazzino di 13 – 14 anni sa ancora avere. Finché una mattina l’uomo si girò verso di lui e gli disse: “Tutti i giorni ti fermi ad ascoltarmi cantare e poi te ne vai a capo chino dopo aver guardato la mia gamba, perché?” Continua a leggere “Il papà dagli occhi che sapevano amare”

L’uomo che abbandonò il passato

Vi era un uomo, che tutti i giorni trascorreva ore a riordinare un vecchio magazzino. “Qui vi è tutto il mio passato.” diceva a chi gli chiedeva cosa facesse tutto il giorno in quel luogo.

Era strano, sembrava gli interessasse solo mettere ordine in quel magazzino, e non avesse più una vita a cui dedicarsi. Vi erano centinaia di scatoloni, che apriva e chiudeva in continuazione. Li spostava da uno scaffale all’altro, spolverava il contenuto e sospirava pensando al bei tempi andati.

Un giorno c’era un sole bellissimo che sembrava chiamare il mondo ad essere gioioso. Ma lui decise di passare la giornata lì dentro. A ricordare il passato.

Una vecchia lettera d’amore scritta su carta ormai ingiallita gli ricordò una ragazza che aveva amato, ma che ora nella sua vita non c’era più. E gli cadevano le lacrime pensando ai figli che avrebbero potuto avere e alla casa che avrebbero realizzato.

Un vecchio disco gli fece ricordare quand’era giovane e quanto si divertiva a ballare con gli amici. Ora che poteva camminare solo con l’aiuto di un bastone non poteva certo divertirsi come a quei tempi! Continua a leggere “L’uomo che abbandonò il passato”