Instabilità,
non riesco a trovare un appiglio,
gira il corpo,
gira la testa.
Gli occhi si aprono,
il sogno è realtà,
– sospeso nel vuoto
un applauso –
Le luci si accendono
gli spalti gremiti
Io sono l’eroe.
Afferro il trapezio,
oscillo nel vuoto
silenzio!
Sorpresa…
Un rumore metallico,
un altro appiglio,
l’applauso si accende.
In balia del fato,
un piccolo errore,
potrei morire.
Mi lancio nel vuoto.
Gli occhi si aprono
sono solo – non temo più il futuro.
Tag Guardando il sole
La Goccia e la Roccia (Fiaba)
Un giorno una piccola Goccia incontrò una grande Roccia sul proprio cammino. Non le era più possibile seguire la strada che l’avrebbe portata a realizzare il proprio sogno doveva passare oltre questa, ma non sapeva come. Chiese così alla Roccia: “Sorella di pietra, imponente e forte materiale che genera la Terra intera. Tu che sorreggi le case, e dividi l’uomo dall’abisso, ti chiedo di farmi strada, di farmi passare. Perché io non debba farmi strada per conto mio.” Continua a leggere “La Goccia e la Roccia (Fiaba)”
La valanga (poesia)

Un suono acuto,
un gran trambusto.
La neve scende dalla montagna,
senza trovare ostacoli,
crescendo inesorabile,
devastando tutto.
Al suo passaggio lascia un solco,
ma non sembra accorgersene,
e continua la sua folle corsa.
Un nuovo grande boato:
la palla di neve esplode
contro un grande masso.
La vita passa in fretta,
i giorni, i mesi, gli anni,
si stratificano,
in un passato che sembra fagocitare la nostra vita.
Imparare a soffrire (poesia)
Ho coperto di cenere il mio cuore
per poterlo riscaldare
durante i giorni bui
della mia vita.
Avvolto i miei occhi
in teli bagnati
per imparare a piangere.
Immerso le mani nel fango
per scoprire che se si tocca il fondo
c’è sempre del buono da trovare.
Gettato la mia anima nella tempesta
per poterla riavere più forte.
Solo così ho imparato a soffrire.
Video interpretazione
L’uomo mite e il terremoto
Un giorno un enorme cataclisma si scatenò sulla Città di Sale, tutto crollava, le persone gridavano impaurite, il terrore e le lacrime segnavano i volti dei cittadini.
Un vecchio se ne stava in disparte, gettando sassi nel ruscello che placido passava di fianco alla città, indifferente a tutto ciò che attorno a lui accadeva.
Finito il terremoto, gli abitanti circondarono il vecchio gridandogli in faccia la loro indignazione, e chiedendogli il perché non fosse terrorizzato. Era questo che li infastidiva, non tanto il suo non intervenire, ma l’apatia con cui aveva vissuto la catastrofe. Continua a leggere “L’uomo mite e il terremoto”
