L’amore della neve (Poesia 15/11/2015)

neveHo coperto il tuo corpo con il mio,
l’ho scaldato e protetto,
lasciandoti riposare serenamente.

Ho aspettato il tuo risveglio,
sperando di poterti ammirare ancora.
Ma al tuo risveglio io non c’ero più.

Mi dissero che ero freddo,
mentre tu sapevi nutrire e accudire.
Eppure tu che sei stata scaldata dal mio cuore
conosci ciò che sono,
non come coloro che si limitano a sfiorare la mia schiena

Una goccia di sudore

rugiada

 

Dalla fronte nacque
come rugiada su un petalo
come un ruscello da una fonte.

L’acqua trova sempre la sua strada
così lei si avventurò sola,
verso la foce.

Incontrò rughe, profonde cicatrici,
raccolse sale e vita
la pelle si nutrì di lei e lei si nutrì dalla pelle.

L’occhio si lasciò superare,
poi lei si scostò da esso e cadde a terra
come cade un frutto maturo.

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La tela del ragno (poesie 2015)

ragnaTela

Un ragno tesseva la tela,
paziente disegnava la sua rete,
aspettando mite la cena.

Un colpo di vento spezzò i fili
e tutto quel lavoro parve sparire,
dondolando nella brezza serale.

Imperterrito continuò a realizzare il suo lavoro,
sembrava non preoccuparsi del danno,
era troppo importante finire l’opera.

Un bimbo osservandolo stupito
chiese al padre perché non si adirasse con il vento
che impunemente distruggeva la sua trappola.

Il vento allora baciò la fronte del padre
e dai suoi occhi cadde una lacrima
e si sentì più forte che mai.

 

Adolescenza

154799_480061595449544_1120180077_nSi aprono i boccioli
i petali, da sempre abbracciati
si separano,
e il fiore mostra il proprio frutto.

Pochi sanno ascoltare i petali,
che si ritrovano soli
nudi e impauriti
alla luce del giorno.

Le forme cambiano,
e cambia lo sguardo
ammirato delle api.

Aspettano i fiori,
mani affettuose
che sappiano accarezzarli,
senza strapparli da terra,
senza sradicare le loro speranze.

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Come déi che si ricongiungono

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Si aprono le carni
e in te entra sicura
quella parte di me che desideravi
e che io volevo facesse parte di te.

Si fa spazio, si apre una strada
fra le tue morbide pareti
e l’umidità che l’accoglie
mi rende felice.

Un brivido sale la schiena
nel vederti mordere le labbra
e la testa che pieghi all’indietro
nell’estasi dell’accoglienza.

Io e te, uniti in un unico corpo
come due pezzi di un puzzle,
come dei che si ricongiungono,
e rivivono la loro duplicità

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