La tazzina di caffè, l’idiota e l’entropia

Alla fine delle superiori inizia a leggere i libri di De Crescenzo, io che venivo da un professionale ed ero, e sono, ignorante non avevo idea di cosa fosse la filosofia, non conoscevo i filosofi, e li vedevo così lontani dalla mia quotidianità.

Ricordo con piacere “Così parlò Bellavista”, questo bellissimo libro che raccontava la “napoletanità”, nei suoi aspetti migliori e peggiori, quel vivere per godersi la vita, faticando il minimo nel cercare di essere infelici, e concentrarsi nell’essere felici. Perché il napoletano è il teatro, quelle due maschere che si legano indissolubilmente e che rappresentano il ridere e il piangere. La gioia di vivere, e la malinconia intrinseca che il napoletano ha in sé.

Così, il professor Bellavista non mescolava completamente il caffè per sciogliere lo zucchero, ma ne lasciava sempre un po’ nel fondo della tazzina. E alla domanda del perché lo facesse, rispose che si doveva risparmiare l’energia per evitare di aumentare l’entropia del’universo, che a causa di quel movimento così naturale sarebbe potuto finire prima del tempo. Continua a leggere “La tazzina di caffè, l’idiota e l’entropia”