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Alla fine delle superiori inizia a leggere i libri di De Crescenzo, io che venivo da un professionale ed ero, e sono, ignorante non avevo idea di cosa fosse la filosofia, non conoscevo i filosofi, e li vedevo così lontani dalla mia quotidianità.

Ricordo con piacere “Così parlò Bellavista”, questo bellissimo libro che raccontava la “napoletanità”, nei suoi aspetti migliori e peggiori, quel vivere per godersi la vita, faticando il minimo nel cercare di essere infelici, e concentrarsi nell’essere felici. Perché il napoletano è il teatro, quelle due maschere che si legano indissolubilmente e che rappresentano il ridere e il piangere. La gioia di vivere, e la malinconia intrinseca che il napoletano ha in sé.

Così, il professor Bellavista non mescolava completamente il caffè per sciogliere lo zucchero, ma ne lasciava sempre un po’ nel fondo della tazzina. E alla domanda del perché lo facesse, rispose che si doveva risparmiare l’energia per evitare di aumentare l’entropia del’universo, che a causa di quel movimento così naturale sarebbe potuto finire prima del tempo.

Il tempo, questo concetto che assilla l’uomo dall’inizio della sua presenza nel creato. Il tempo è vasto, o breve, siamo destinati a sprecare la nostra permanenza o a renderla unica. Domande, spesso senza risposta se le si affronta solo cercando un punto di partenza positivo o negativo verso la nostre stessa esistenza.

Ma in questi giorni mi è venuto in mente un paragone da porre alla tazzina di caffè di Bellavista: l’idiota. Ma vale davvero la pena di sprecare il tempo con gli idioti, o forse quel tempo può tornarci utile per vivere appieno la vita.L’universo vivrà molto meno perché l’uomo è costretto a relazionarsi con gli idioti?

Ma l’idiota non è un po’ di zucchero nel fondo del caffè, perché potremmo anche sprecare tempo per bere un caffè più dolce, ma non certo per conversare con lui. Lui ci è inutile, è spesso inutile alla società. Passa senza lasciare il segno, se non l’odore delle sue ascelle, e le urla della sua bocca, non in grado di emettere suoni e frasi degne di essere ascoltate. L’idiota, è dannoso, è da evitare, è da escludere dalla società, si dovrebbero far interi quartieri con idioti. Dove questi si azzuffino, si contendano il metro quadrato che gli spetta, e passino il giorno a parlare di “calcio, figa e politica”, come diceva il mio amico Gianfranco.

Un quartiere, per le persone più interessanti, che escono la mattina presto con un sorriso per tutti, e che parlino di viaggi, sogni, scambino idee, generando solo belle cose. Persone incapaci di far del male, e che hanno nella loro vita solo lo scopo di vivere una vita degna di essere vissuta, anche senza riuscirci, anche se sempre tristi, sanno che il vicino è un amico, e che sa condividere l’amore e il pensiero.

L’energia che sprechiamo per gli idioti, convogliamola in altro, trasformiamo i giardini della nostra mente in meravigliose aiuole, in stupende opere architettoniche, da donare ai posteri, da condividere con il prossimo. L’energia usata, forse, accorcerà la vita del’universo, ma la renderà migliore per chi l’abita.

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