Sarei stato più povero

Lawrence Deprimo dona un paio di stivali a un senza tetto

Lawrence Deprimo dona un paio di stivali a un senza tetto

Sarei stato più povero
se non avessi dato cibo
agli ultimi.

Sarei stato più povero
se non avessi abbracciato
chi è solo.

Sarei stato più povero
avendo frequentato
solo i miei simili.

Sarei stato più povero
avendo deriso
i diversi.

Sarei stato più povero
rinchiuso nelle idee
degli altrui.

Sono più ricco
anche se non ho altro cibo
che per la mia anima.

© Alessandro Bon

 

Fingerai di avermi amato

223727_4650190861756_154171595_nMe ne andrò,
leggero come l’inchiostro,
senza far rumore.

Morirò da solo.
Perché così è stato,
perché così ho vissuto.

Sarò una piuma
volerò via,
per sempre.

E tu…
fingerai di avermi amato.

© Alessandro Bon

Wakan Tanka ascoltami (Preghiera indiana di Alessandro Bon)

Il cielo è rosso sopra me.

Rosso come la mia pelle,
rosso come il mio cuore.

Uomo bianco mi odia,
uomo bianco mi stermina.

Cavalcavo nel deserto,
Wakan Tanka mi guardava,
danzavo con gli spettri,
Wakan Tanka mi ascoltava.

Può un uomo decidere chi sono?
Può un uomo uccidere suo fratello?

Cacciavo il bisonte,
Wakan Tanka mi guardava,
cantavo coi Wicasa Wakan,
Wakan Tanka mi ascoltava.

Può un uomo erigersi a giudice?
Può un uomo impormi un Dio?

Ora mi guardo attorno,
Wakan Tanka non guarda,
ora ascolto gli spettri
Wakan Tanka non ascolta.

Religione vuol dire capire,
religione vuol dire amare,
religione vuol dire aiutare.

Se il Vostro Dio non ve l’ha insegna,
se il Vostro Dio non vi ha puniti….

Wakan Tanka guarda tuo figlio,
Wakan Tanka ascolta la sua preghiera:
regalami una morte degna di un guerriero

© Alessandro Bon

Ricordo la carta (poesia)

550359_505077612878220_716372383_nNon c’è più l’armonia della scrittura,
il lento muoversi del gomito,
quell’indugio impercettibile
nato dalla paura di commettere errori.

Non è romantico scrivere su una tastiera,
non c’è il ricordo della parola cancellata,
dell’inchiostro speso per togliere un verso,
un segno che sporcava e arricchiva i testi.

Non sento le spalle dolere
per il troppo scrivere,
e dimentico spesso di conservare le mie parole,
lasciandole abbandonate nell’aria,
figlie di nessuna bocca.

© Alessandro Bon

Grazie per nostra figlia Musicata dal M° G. Marotta, pianista S. Felici

Grazie per nostra figlia

Seguire il mio seme,
mentre si insedia dentro te.
Vederlo germinare col tuo,
dando vita a nostra figlia.

Restare meravigliato mentre cresce dentro di te.
Percepire quello che provate entrambe.
Condividere il tuo dolore e il tuo benessere,
dolce madre dei miei figli.

Sopportare al tuo posto il dolore,
quando le doglie ti diranno che lei arriva,
per poi metterla al mondo.

Ma questo non potrò mai farlo,
e anche tu lo sai.

Lasciati almeno amare per tutta la vita,
perché possa ricambiare a quello che mi stai donando.