Contro il cinismo moderno

Il cinismo è la crudeltà dei delusi: non possono perdonare alla vita di aver ingannato le loro certezze. (Aldo Grasso)

Il cinismo che contamina la nostra società è sempre più immondo. Vi sono persone che sprecano la loro vita a trovare il marcio in ogni uomo, in ogni società, in ogni azione, in ogni progetto. Tutto deve avere un lato oscuro, e questi si impegnano a trovarlo.
Spesso ne vengo contaminato anch’io, è molto difficile non subire il fascino del poter demolire chiunque, trovandogli una tara, un difetto, un peccato originale. Come a voler ridimensionare un “mito” troppo grande per la loro piccola personalità, o voler ridimensionare le proprie mancanze affermando che anche i “Grandi le avevano”
Brecht diceva: “beato il paese che non ha bisogno di eroi”. Ma davvero lo è?
Una società che non riesce a creare personalità positive non ha nulla da raccontare ai posteri, ma soprattutto non ha alcun esempio da dare ai propri figli. Continua a leggere “Contro il cinismo moderno”

La necessità di costruirsi un nemico. Come il potere genera consenso. Il “Casus belli” Libia

« Higgins: Il problema è economico. Oggi è il petrolio, tra dieci o quindici anni il cibo, plutonio, e forse anche prima. Che cosa pensi che la popolazione pretenderà da noi allora?
Joe: Chiediglielo.
Higgins: Non adesso, allora! Devi chiederglielo quando la roba manca, quando d’inverno si gela e il petrolio è finito, chiediglielo quando le macchine si fermano, quando milioni di persone che hanno avuto sempre tutto cominciano ad avere fame. E vuoi sapere di più? La gente se ne frega che noi glielo chiediamo, vuole solo che noi provvediamo. »
(Dialogo tra Higgins a Joe nella parte finale del film I tre giorni del Condor”)

Non so quanti di voi abbiano letto “1984” di George Orwell, ma credo che questo romanzo sia un vero e proprio saggio di sociologia che dovrebbe esser studiato nelle Università da quei docenti che vogliono aprire la mente dei loro studenti sull’attualità dei suoi contenuti in un periodo storico che ripropone il neocolonialismo francese e l’invenzione continua di nuovi nemici.

Spesso l’attenzione del lettore si sofferma sul controllo del consenso che il “Big Brother” impone al proprio popolo, ma vorrei invitarvi a riflettere sulla conquista del potere attraverso la creazione di nemici, spesso immaginari, o troppo lontani per noi per poter essere un reale pericolo per la nostra società. Guerre che nascono anche grazie ad azioni di guerra contro le proprie truppe, con attentati causati da organi militari segreti il cui scopo è pilotare la politica interna di altri stati. Il paradosso del complotto, quella sottile ombra che si stende su ogni conflitto, che ha sempre il gusto aspro della guerra pilotata. In fin dei conti anche in “1984” venivano raccontati dei bombardamenti “autoinflitti” da parte del Governo di Oceania, il cui unico scopo era quello di fingersi in guerra con le altre due potenze mondiali. Continua a leggere “La necessità di costruirsi un nemico. Come il potere genera consenso. Il “Casus belli” Libia”

Caino e Abele 2000, ovvero: “Il perdono e l’oblio”

8 Caino disse al fratello Abele: «Andiamo in campagna!». Mentre erano in campagna, Caino alzò la mano contro il fratello Abele e lo uccise. 9 Allora il Signore disse a Caino: «Dov’è Abele, tuo fratello?». Egli rispose: «Non lo so. Sono forse il guardiano di mio fratello?». 10 Riprese: «Che hai fatto? La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo! 11 Ora sii maledetto lungi da quel suolo che per opera della tua mano ha bevuto il sangue di tuo fratello. 12 Quando lavorerai il suolo, esso non ti darà più i suoi prodotti: ramingo e fuggiasco sarai sulla terra». Genesi 4,8-12

Il mito di “Caino e Abele” ci da due fondamentali insegnamenti: Caino va punito, e Abele va ricordato. Ma oggi, nella civiltà post Beccaria, Caino e Abele come vengono trattati? Continua a leggere “Caino e Abele 2000, ovvero: “Il perdono e l’oblio””

Fukushima: J’Accuse al Capitalismo. Io nego lo Tzunami

Ciò che più mi ha colpito nell’immane tragedia che ha devastato il Giappone è stato il silenzio con cui i nipponici hanno saputo affrontare questo cataclisma. O meglio stanno, perché è di ieri la notizia di un nuovo terremoto. Ma, non posso negare che ciò che sta avvenendo a Fukushima non è opera della natura, ma dell’uomo.
E’ stato l’uomo a costruire la centrale nucleare.
E’ stato l’uomo a negare la pericolosità del disastro che si stava manifestando all’intero dei reattori.
E’ stato l’uomo a lucrare sui mezzi di sicurezza di quella centrale atomica. Come non possiamo accusare Madre Natura per il Disastro del Vajont così non possiamo accusare lo Tzunami per aver distrutto il mostro che l’uomo aveva costruito e con l’intento di lucrare ha volutamente reso privo di ogni sicurezza. Continua a leggere “Fukushima: J’Accuse al Capitalismo. Io nego lo Tzunami”

“Una monetina capo, per favore…” Perchè tutti possiamo finire per strada

Non sono un economista, nè tantomeno un giornalista, ma un uomo con un cuore ed un cervello si.

Sono un cassaintegrato, e vivo con pochi spiccioli in tasca, sperando in un futuro migliore per me. Risiedo in un paesino della Riviera del Brenta, ma sono di Mestre, dove mi reco spesso tramite il treno. Dalla stazione alla Fondazione Marotta, in cui faccio volontariato, percorro tutti i giorni i circa tre chilometri a piedi, e i volti delle persone che incontro lungo la mia strada sono spesso gli stessi, come un quadro dipinto da chissà che demiurgo. I passanti ti accompagnano per pochi metri e non puoi non chiederti da dove vengano e dove stiano andando, ma mentre ti stai chiedendo ciò questi prendono un’altra strada… O forse sei tu a prenderla… e non ti resta che il dubbio su chi fossero quei tuoi compagni di strada…

Continua a leggere ““Una monetina capo, per favore…” Perchè tutti possiamo finire per strada”