A volte percepiva, nella profondità dell’anima, una voce lieve, spirante, che piano lo ammoniva, piano si lamentava, così piano ch’egli appena se ne accorgeva. Allora si rendeva conto per un momento che viveva una strana vita, che faceva cose ch’erano un mero gioco, che certamente era lieto e talvolta provava gioia, ma che tuttavia la vita vera e propria gli scorreva accanto senza toccarlo. Come un giocoliere coi suoi arnesi, così egli giocava coi propri affari e con gli uomini che lo circondavano, li osservava, si pigliava spasso di loro: ma col cuore, con la fonte dell’essere suo egli non era presente a queste cose. E qualche volta egli rabbrividì a simili pensieri, e si augurò che anche a lui fosse dato di partecipare con la passione di tutto il suo cuore a questo puerile travaglio quotidiano, di vivere realmente, di agire realmente e di godere ed esistere realmente, e non solo star lì a parte come uno spettatore. (Tra gli uomini-bambini; Hermann Hesse – Siddharta)
Categoria Ovunque troverò ispirazione
Un orologio mi è sempre sembrato qualcosa di ridicolo… (Austerlitz)
“Un orologio mi è sempre sembrato qualcosa di ridicolo, qualcosa di mendace per antonomasia, forse perché, per un impulso inferiore a me stesso incomprensibile, mi sono sempre ribellato al potere del tempo escludendomi da cosiddetti eventi temporali, nella speranza come penso oggi, disse Austerlitz, che il tempo non passasse, non fosse passato, che mi si concedesse di risalirne in fretta il corso alle sue spalle, che là fosse come prima o, per meglio dire, che tutti i punti temporali potessero esistere simultaneamente gli uni accanto agli altri, cioè che nulla di quanto racconta la storia sia vero, che quanto è avvenuto non sia ancora avvenuto, ma stia appunto accadendo nell’istante in cui non ci pensiamo, il che naturalmente dischiude peraltro la desolante prospettiva di una miseria imperitura e di una sofferenza senza fine”.
W.G Sebald: “Austerlitz”
…i poeti che esprimono la loro privilegiata vita interiore … I Buddenbrook – Thomas Mann
“Anch’io ho riflettuto a volte su questo inqueto, vanesio e curioso lavorio di sé, perché in passato io puro avevo questa inclinazione. Ma ho notato che rende irresoluti, inetti, instabili… e per me la capacità di controllo, l’equilibrio, sono la cosa principale. Ci saranno sempre uomini che hanno diritto a occuparsi di sé, a osservare minutamente le proprie sensazioni, poeti che esprimono con sicurezza e raffinatezza la loro privilegiata vita interiore e con ciò arricchiscono la vita interiore degli altri. Ma noi siamo dei semplici commercianti, figliola mia; le nostre autoanalisi sono disperatamente trascurabili”
(I Buddenbrook – Thomas Mann)
Una pace futura potrà esser veramente tale solo se prima sarà stata trovata da ognuno in sé stesso. Etty Hillesum
« Trovo bella la vita, e mi sento libera. I cieli si stendono dentro di me come sopra di me. Credo in Dio e negli uomini e oso dirlo senza falso pudore. La vita è difficile, ma non è grave. Dobbiamo prendere sul serio il nostro lato serio, il resto verrà allora da sé: e “lavorare sé stessi” non è proprio una forma di individualismo malaticcio.
Una pace futura potrà esser veramente tale solo se prima sarà stata trovata da ognuno in sé stesso – se ogni uomo si sarà liberato dall’odio contro il prossimo, di qualunque razza o popolo, se avrà superato quest’odio e l’avrà trasformato in qualcosa di diverso, forse alla lunga in amore se non è chiedere troppo. È l’unica soluzione possibile. E così potrei continuare per pagine e pagine. Quel pezzetto d’eternità che ci portiamo dentro può esser espresso in una parola come in dieci volumi. Sono una persona felice e lodo questa vita, la lodo proprio, nell’anno del Signore 1942, l’ennesimo anno di guerra. »
(Diario, pp. 126-127 – Etty Hillesum)
Donerò il mio cuore a chi (Yosano Akiko)
Donerò il mio cuore a chi mi chiederà
Cosa è per me l’amore.
Come una piccola pagoda è per me l’amore.
Le sue fondamenta sono la vita di due persone
Il pilastro portante l’affetto
I piani sapienza e arte
E di sudore e sangue verniciate
le sue pareti non sono.
Questa pagoda non ha limiti.
Si accresce giorno dopo giorno
E né Vento né Pioggia la intaccano.
Ecco, la mia pagoda la costruisco qui
In un posto umile, piccolo
Dove spesso neanche il sole penetra
Come nelle fredde giornate di febbraio, sempre.
Ma il mio unico desiderio è che
Qui dentro, per quanto debole
Ci sia sempre anche un solo
Piccolo
Flebile
raggio di luce.

