La solitudine riempie il cuore del poeta, come il sangue e l’ossigeno quello dell’uomo comune. Una solitudine talmente forte e densa da diventare un buco nero. Tutto assorbe il suo cuore, la luce non sfugge alla sua voglia di cessare la propria sofferenza, e anche lei diventa buio a sua volta. Amore, libri, sogni, sorrisi, scompaiono nel buio generato da un buco nero di solitudine. E il loro ricordo affonda in un mare di lacrime versate nel buio di una stanza illuminata a giorno.
Non chiede nulla il poeta, se non una carezza, un abbraccio, un bacio dato di sfuggita, un corpo caldo in cui affondare la propria disperazione. Eppure dopo esser stato amato è ancora più forte la solitudine, perché lui sa che che il buco nero non lo lascerà mai, mentre le membra, gli umori, il gusto, il sospiro di quell’amore passeggero saranno buio nel suo immenso buco nero.


Dato il continuo timore e scetticismo sulla operatività ed efficacia della psicoterapia,vorrei aprire una finestra sulla realta’qualitativa dello psicologo e fare una importante precisazione anche sulle nuove e paradossali leggi che invece di tutelare il paziente (come fintamente propongono) vessano e martorizzano una gia’ claudicante categoria.