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Dato il continuo timore e scetticismo sulla operatività ed efficacia della psicoterapia,vorrei aprire una finestra sulla realta’qualitativa dello psicologo e fare una importante precisazione anche sulle nuove e paradossali leggi che invece di tutelare il paziente (come fintamente propongono) vessano e martorizzano una gia’ claudicante categoria.
Tra le voci della nuova proposta vi e’ quella dei corsi di aggiornamento che con il nuovo ordinamento legislativo divengono obbligatori ma puta caso sono privati e a pagamento,senza alcun controllo di qualità ed effettiva verifica; a tal proposito poniamoci una questio: la formazione e l’aggiornamento permanente su quale campi e settori della psicologia verterebbe? e l’assicurazione posta come obbligatoria quali rischi andrebbe a coprire se la validazione scientifica dell’operato non può sussistere dato che: 1) lo psicologo non può effettuare metodologie finalizzate ad una cura? e 2)quale sarebbe lo strumento di vaglio della giusta conduzione per le assicurazioni?; inoltre e forse aspetto culturale di maggior rilievo: quale sarebbe il parametro di guarigione o danno in un contesto psicoterapico a sfondo analitico?.Le domande si susseguono proprio a causa dell’ignoranza in materia del legislatore che evidentemente non si e’ posto la piu banale delle questioni sia in materia psicologica ma soprattutto in campo assicurativo vale a dire: l’assicurazione andrebbe a coprire con franchigia rispetto alla pattuizione della retribuzione? e su quali tariffari o standard?. Inoltre la sbandierata chiarezza sull’ononorario della prestazione mi sembra una comica esortazione dell’ovvio poiché chi viene a colloquio la prima cosa che chiede e’ “il prezzo” ma per il tanto scettico stato mi viene da rispondere: La pattuizione scritta della prestazione non e’ già nella fattura?,e anche se la fattura non venisse fatta (ultimamente cosa molto rara) non e’ che il paziente ad ogni seduta trova un onorario diverso?!?!?. Questioni importanti come le lobbies delle specializzazioni e delle supervisioni invece non sono state nemmeno sfiorate.La supervisione continuerà ad essere svolta dallo stesso oste che ha venduto il vino ?ovvero la formazione da 400ore in 4/5 anni (ridicola) verra’ effettuata dagli stessi allievi disoccupati delle scuole o effettuate dagli psichiatri abilitati a fare gli psicoterapeuti dopo solo 6 mesi di studio sulla terapia cognitivo-comportamentale. QUINDI MEGLIO RIDERE E GETTARLA IN COMMEDIA PIUTTOSTO CHE CERCARE CONFERME IN SPIRALI DI CERTIFICAZIONI VENDUTE A PESO….un vecchio spot di Arbore di una birra diceva: MEDITATE GENTE….MEDITATE. Questo il mio tecnico approccio e apporto alla commedia dell’assurdo, poi, come persona
Paolo Pozzetti e non come psicoterapeuta si INCAZZA perche’ trova a dover rispondere ad i MASANIELLO del “certificatemi qualsiasi cosa” ovvero: “TITOLATO E’ SICURO”. A tal proposito riscontro che si stia parlando poi di due cose diverse che proverò a spiegare con un esempio: se un chirurgo lascia una pinza nella “panza” di uno,la pinza ce l’ha lasciata il medico,la colpa è la sua ed è palese.In psicologia questo non può essere accertato (per cui l’assicurazione obbligatoria è una truffa) a causa della miriade di variabili che agiscono in un fattore da non sottovalutare che si chiama “VITA”.
Altro punto: se la formazione e agggiornamento deve essere obbligatoria ben venga ma deve essere gratuita altrimenti io devo essere libero di scegliere l’aggiornamento che preferisco,per il campo e le tematiche che tendo a svolgere e non e’ detto che mi debbano questi studi rilasciare ” il pezzo di carta” poiché per i fattori per la scelta della preferenza poi e purtroppo non è detto che vi siano motivazioni culturali ma magari e di sovente sono dettate dal prezzo più basso,la faciltà,le conoscenze ecc nonché il famoso rilascio del “pezzo di carta” quindi non è detto che assicurino una maggiore preparazione e professionalità.
Aggiungo che lo psicologo secondo le nuove norme (ma già in vigore da tempo) non può esercitare cura ma solo diagnosi e indicazioni… perciò su che si aggiorna?. Io dubiterei più di un espositore di carte in cornice rispetto ad un professionista il cui consiglio rende la modalità di inveswtigazione su se stessi efficente.
C’e chi pero’ anche vede ossessivamente e cerca la necessita’ di regole al fine di voler stabilire chi sia il professionista efficace ed efficente: a questo rispondo che la validità del terapista viene ad essere stabilita dalle persone e dall’affluenza allo studio,nessuna carta potra’ farlo al posto loro.Sono ” Le persone ” che dicono se un terapeuta è valido o fa pena… nessun corso e nessun diploma in bacheca può valere quanto la pubblicità per stima dei pazienti.Le regole etiche (chiarezza, resoconto dell’operato,messa in discussione della stesso professionista da parte del paziente su sollecitazione critica del conduttore) e non ultima la continua proposta verso il paziente e il constatato del paziente e dell’ambiente a lui prossimo del cambiamento, dovrebbero essere il cardine su cui tutelare i pazienti o clienti che dir si voglia e che a me personalmente sembrano molto più spontaneamente opportune.
Mi si potrebbe contestare quando dico che in psicologia non può essere accertato il danno…poiché, se così fosse… sarebbe come dire o affermare che la psicologia non è una esatta scienza…perchè se lo fosse sarebbe misurabile la sua azione…( e si andrebbe a cadere in una questione direi un poco dura per gli psicologi… o no?). C’è chi addirittura durante una dissertazione sul tema che stiamo affrontando assieme pur di VOLERE CERTEZZE E REGOLE come
E. F. Mi scrive che: “opportuna sarebbe pure una telecamera a circuito chiuso obbligatoria che conservi le immagini in assoluta segretezza ma per un tempo abbastanza lungo dopo la fine della stessa terapia. Così si creerebbe il misurabile in psicologia e si eviterebbero le truffe in un senso e nell’altro. E speriamo nella sua introduzione. NOn scherzo.” Levando che questo spesso accade nelle terapie gestalt e familiari. Questo apre ad una grossa colpa che hanno molti miei superficiali colleghi che poi consentono di sollevare tali richieste che poi o per paura o per certezze vengono poi a risultare quasi delle forzature.
Io ai miei pazienti faccio registrare le sedute con tanto di liberatoria ovviamente le registrazioni restano a loro (e servono sia per risentirsi sia per poter avere anche loro uno strumento di controllo.) ed e’ stata una mia scelta la proposta che più di una volta ha trovato la negazione del paziente che non ne ha voluto usufruire,per cui:se e’ il paziente a non voler essere registrato che faccio non lo curo?.
Per rispondere poi invece all’altro quesito ovvero se la psicologia sia una scienza la risposta e’ ovvia: non e’ una scienza se non quella fenomenica cioè la comportamentista che non e’ la psicologia bensì una branca, o una modalità.La psicologia e’ una scienza umana e umanistica perciò il metodo di indagine non e’ quello sperimentale illuministico ma quello ermeneutico e sistemico. Ma questa e’ la scoperta dell’acqua calda…qualcuno di voi crede che i propri ragionamenti possano essere ripetitivi e schematici in una modalità S-R o a sollecitazione passivamente o puoi attraverso un fenomeno chiamato CREATIVITÀ variarli in qualsimodo momento e misura? … Non facciamo puerile demagogia infondo anche la fisica quantistica e ” Una speculazione filosofica su base numerico probabilistica” (Kuhn) ma nasce da un presupposto putacaso proprio di Pauli amico e paziente di Jung (1949-53 stesura della concezione della teoria a-causale della sincronicita’) sulla non configurabilita’ del rapporto spazio tempo negli eventi, alias spazio condizione esautorata dalla percezione temporale…. L’unica cosa che a parer mio possa aiutare a mostrare la validità del terapeuta sia l’affluenza al suo studio dei pazienti e il loro benessere.
SMETTIAMO DI FARCI INSINUARE LA MENTALITÀ DEL SOSPETTO.
IMPARIAMO A TORNARE A PENSARE E A VALUTARE:SIAMO IN UN SISTEMA CAPITALISTICO (che non ho voluto io) E DI LIBERO MERCATO? IL MERCATO ALLA LUNGA LO FA IL MERITO. Scusate la lunga dissertazione.
Dott.P.Pozzetti

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