Il musicista (poesia)

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Luci sulla platea,
luci su di te,
luci sul direttore.

Note che escono
come figli da madri,
come amanti dal letto.

Applausi attorno a te,
applausi solo per te.
La gente ti ama.

Anch’io vorrei…
sentirmi circondato
d’ amore infinito
di popolo acclamante.

Anch’io che scrivo
poesie con penna
magica e immortale,
vorrei questo calore.

Oh, poeta, povero
illuso che crede
di essere autore
di versi d’amore.

Chi sei tu?
Figlio di arte minore,
dimenticata dall’uomo
e priva di virtù.

Se ti è piaciuta questa poesia devi sapere che ho pubblicato il mio nuovo libro:

—-> La persistenza della memoria

Disponibile in Ebook o cartaceo.

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Dagli occhi di un bambino (Alexis Diaz Pimienta)

Vincenzo Balocchi, Bambino che guarda dalla finestra, 1960-1970 ca.

Vincenzo Balocchi, Bambino che guarda dalla finestra, 1960-1970 ca.

Dagli occhi di un bambino decollano gli aeroplani.
Se chiudesse gli occhi cadrebbero.
Solo la sua meraviglia li mantiene sospesi,
la sua piccola mano li fa alzare,
il suo cuore li muove e li allontana.
Senza un bambino appiccicato ai vetri,
alle alte ringhiere di una terrazza adulta,
gli aeroporti morirebbero di orrore.
Un bambino non potrà mai pronunciare
la parola “aeronautica”.
ma da lui dipenderà l’imitazione dell’uccello.
Un bambino non saprà calcolare le distanze
ma lui è la garanzia del ritorno.
Ogni aeroporto deve avere un bambino
appiccicato ai vetri,
vicino agli altoparlanti, dovunque si annidi
la paura.
Grazie a lui causerà meno lacrime il rientro di tutti,
soffrirà meno baci l’addio delle madri
e le hostess potranno evitare avvisi insulsi.
Un aeroplano nell’aria
sono molti i bambini che guardano l’orizzonte.

Vivo (Poesia)

Opera di Jarek Kubicki

Ho cancellato pagine oscure,
dediche d’amore, riposi
in letti condivisi, amori
mai vissuti né inventati.

Ho vissuto episodi
d’amore infinito,
ho amato donne
meravigliose.

Ho chiuso il cuore
nel quadrilatero assassino
d’interessi e di sentimenti,
d’odio e d’amore.

Ho creato luoghi
fantastici di fiori
e lingue sconosciute:
ho vissuto vite irreali.

Ora che ho te, però,
sento rinascere l’uomo,
vibrare la mente, accendere
la luce della speranza.

Finalmente vivo.

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Fondamenta degli incurabili (Josif Alexandrovic Brodskij)

L'Isola di San Michele dall'acqua, Il Cimitero in cui è sepolto Brodskij. Copyright sulla foto Selina Zampedri

L’Isola di San Michele dall’acqua, Il Cimitero in cui è sepolto Brodskij.
Copyright sulla foto Selina Zampedri

Ripeto: acqua è uguale a tempo, e l’acqua offre alla bellezza il suo doppio. Noi, fatti in parte d’acqua, serviamo alla bellezza allo stesso modo. Toccando l’acqua, questa città, (Venezia ndr), migliora l’aspetto del tempo, abbellisce il futuro. Ecco la funzione di questa città nell’universo. Perché la città è statica mentre noi siamo in movimento. La lacrima ne è la dimostrazione. Perché noi andiamo e la bellezza resta. Perché noi siamo diretti verso il futuro mentre la bellezza è l’eterno presente. La lacrima è una regressione, un omaggio del futuro al passato. Ovvero è ciò che rimane sottraendo qualcosa di superiore a qualcosa di inferiore: la bellezza all’uomo. Lo stesso vale per l’amore, perché anche l’amore è superiore, anch’esso è più grande di chi ama.

L’anima non ha corpo (poesia)

12115884_173385492999465_3802064265094489424_nNon piangere, amore,
non lasciarti abbattere,
io ci sarò sempre…

…raccoglierò le tue lacrime,
in vasi di porcellana,
distillerò la tua essenza,
a partire dall’acqua salata…

…pulirò il tuo viso,
con panni d’argento,
colorerò il mondo,
di primavera…

…sarò il tuo amante,
anche senza toccarti,
ti renderò felice,
ornando i prati di rose…

…saprò farti ridere,
usando solo la fantasia…

saremo come bambini,
che sanno divertirsi,
dopo grida e capricci…

…la mia assenza non ti peserà,
perché l’anima non ha più corpo,
se non quello della propria amata.

 

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