La vita è un esperimento

“Viaggio sulle ali del destino”Un esperimento lungo una vita.
Sperimentiamo tante sensazioni, emozioni e cambiamenti. Troppo spesso però ci dimentichiamo di sperimentare ciò che ci renderebbe felici. Temiamo il cambiamento. Veniamo educati sin da bambini a seguire dei binari, a non uscire dagli schemi, a non disobbedire al gruppo.
Ci viene data un’identità, un’istruzione, ci viene dato un percorso da seguire: ed è nostra responsabilità non deviare da esso.
Ma in realtà tale responsabilità non esiste. Veniamo responsabilizzati a seguire dei canoni di comportamento atti a rendere stabile il sistema. Lavorare, pagare le tasse, essere bravi cittadini. Uscire la mattina dall’ovile e rientrare la sera per guardare la TV. Ma non c’è nulla di più falso di questa vita che ci viene programmata.
Alla fine dei nostri giorni ci chiederemo il senso di questo percorso sulla Terra. Ci chiederemo se in questo percorso ci siamo limitati a mettere un piede davanti all’altro o se abbiamo imparato a saltare da una piastrella nera all’altra, come facevamo da bambini.
La realtà non è quella che ci viene descritta da chi ci vuole sudditi. La realtà non esiste, o meglio non esiste alcuna realtà se non ciò che noi sappiamo costruire attorno a noi.
Nella vita ci sono eventi inevitabile e situazioni realizzabili.
Gli eventi inevitabili riguardano la vita stessa: nascita, morte, malattia, tragedie familiari. Sono tutte situazioni che mai vorremmo vivere, ma di fronte a cui siamo costretti a metterci in discussione. Poi, però, c’è qualcosa di più. C’è la possibilità di essere felici. Di andare oltre la prigione in cui cercano di richiuderci.
Ci sono molti modi per evadere. Alcune persone riescono a evadere parzialmente trovando hobby a cui dedicarsi, altre riescono a uscire completamente dalla caverna in cui sono rinchiuse.
Non è facile fuggire dalla realtà materiale di cui siamo impregnati, ma è possibile comprendere che oltre le nostre paure non vi è altro che una nuova vita.
Se tutti imparassimo a non seguire gli insegnamenti ricevuti da chi ci ha istruito. Se tutti imparassimo a tornare bambini con la mente pulita e ricominciare ad imparare a vivere, a qualsiasi età potremmo diventare persone nuove. non c’è un’età per iniziare il cambiamento: c’è solo da mettere un piede su quella piastrella nera e evitare quella bianca. Perché così camminano i bambini e così i bambini imparano a sognare.

Io e le donne

By the Russian photographer Tatiana MikhinaLe donne le ho conosciute sin da bambino. Una di loro mi ha generato.
Ho sempre provato attrazione per le donne, non solo sessuale ma una forte curiosità verso un universo di sensazioni che non saranno mai mie.
Nessun uomo saprà mai cosa provi davvero una donna. Non sapremo mai cosa provi una donna perché non abbiamo il loro codice genetico, il loro corpo, la loro storia sociale e perché non vivremo mai ciò che esse vivono.
Non c’è solo la sessualità a dividerci. Non c’è solo quella “coda posta al contrario”, come scriveva la Fallaci, a renderci diversi. Ma c’è un’infinità di esperienze sin da bambini, sin da appena nati, che crea un immenso solco fra noi, uomini e loro. 
Di donne ne ho conosciute tantissime. Le ho incontrate all’asilo, a scuola, al lavoro, e poi sono state mie compagne e amanti. Spesso non le ho capite, altre volte invece sono riuscito a penetrare la loro anima, altre solo il loro sesso. A dividerci spesso c’era un muro fatto di convenzioni: io sono una donna e tu non puoi capirmi. Altre volte la mia insicurezza.
Ma ciò che mi ha maggiormente impedito di conoscere una donna così bene dall’averla al mio fianco è stata la depressione. Eppure c’è un legame fortissimo con loro.
Ho conosciuto donne che hanno scelto di fare le escort e una di loro mi ha aiutato a superare la mia paura di far l’amore. Ho amato una donna che aveva subito violenza psicologica in famiglia: spesso la notte piangendo nel sonno. E quando cercavo di consolarla lei voleva fare l’amore.
Le mie donne sono state a volte insicure, altre erano audaci e capaci della prima mossa. Forti, alcune più forti di me e più decise. Capaci di farmi perdere la testa e di farmi fare quello che volevano. Piccole nel corpo, ma grandi nell’anima. Decise e forti nella vita, insicure nel rapporto con l’uomo. Capaci di farti perdere il senno con una carezza e di tagliarti le gambe con uno sguardo.
Sensazioni. Le sensazioni sono quel qualcosa che ci lega alla realtà, o forse che ci fa permette di percepire la realtà. Quando una donna mi piace sento un’energia calda e sensuale venire da lei. A volte questa energia è così ostile da non permettermi neppure di starle vicino. Sono così diverse le donne. Talvolta credo che queste diversità servano a renderci completi. Talvolta a renderci distanti. Le sensazioni dell’amore mi fanno vivere. Il bacio è la via d’ingresso del corpo della donna. Spesso le donne ti misurano attraverso un bacio, la lingua è la porta del paradiso.
Ho visto decine di donne nude. Poche che sapessero mettere a nudo la loro anima. Io amo esplorarle, conoscerle, parlarci, rompere un pezzo alla volta quel castello che le protegge. Entrare nel sesso e nell’anima. Ma non c’è nulla di più esaltante che entrare nell’anima. Perché è quello il luogo più inesplorato di una donna.
Le donne restano il soggetto preferito a cui dedicare le mie poesie. Il mio pensiero fisso. La mia ossessione. Il motivo per cui sono ancora vivo, per cui vivo. Sono ciò che mi distrae, che mi attrae, che mi da un senso.
Tutte le donne? No. io voglio penetrare l’anima… Voglio ciò che io non ho.
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“Gli amanti” Magritte

L’altra sera parlavo con un’amica e lei mi confessò di quanto rimase colpita dal conoscere il dolore che un uomo può provare in amore. Credeva che solo le donne toccassero tali sensazioni laceranti per questo sentimento.
Siamo uguali. Fondamentalmente abbiamo un cromosoma diverso alla coppia 23 e qualche gene che ci differenzia ma l’insieme delle emozioni, l’insieme delle sensazioni, i condizionamenti culturali e la società allargano questa nostra diversità.
Siamo figli di donne e uomini. Siamo così diversi, così uguali. Così lontani per capirci. Così desiderosi l’uno dell’altra per non cercarci.
Come un puzzle i nostri sessi ci uniscono, ma come due poli opposti le diversità che ci vengono insegnate ci dividono.
Dio mi è testimone di come ho cercato di capire la donna usando tutti i sensi. Usando il gusto, l’olfatto, il tatto, l’udito, la vista, cercando di conoscerne le emozioni, le sensazioni, chiedendo di condividere con me ciò che provasse chi per un tratto della mia vita mi ha accompagnato.
Ma nulla serve se fra due persone si erge l’orgoglio e la paura

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Ricorda: immagini, ricordi e parole. Impadronisciti di questa triade e sarai felice.

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freedom, Zenos Frudakis

Puoi odiare i fascisti, i comunisti, i “padroni”, i “neri”, i “gialli”, i “bianchi”, i musulmani, gli ebrei o i cristiani, gli omosessuali o i transessuali.
Puoi trovare la giustificazione che reputi migliore. “Hanno iniziato loro”, “credono in un dio sbagliato”, “Nel mio libro sacro c’è scritto che io devo attaccarli”, “Sono pericolosi”…. Ma la tua giustificazione sarà solo il velo con cui coprirai l’essenza che uscirà dalla tua anima. Perché noi produciamo energia, chimica e per chi vi crede “mistica”. Perché noi diamo colore e vita a ciò che siamo e a ciò in cui siamo. E se trovi sempre motivo per odiare. se trovi sempre motivo per ricordare chi ti ha fatto del male, non troverai mai sufficiente tempo e energia per amare e per dedicare tempo a chi ti ha fatto del bene.
In fin dei conti le ossa si spezzano. Ma poi si aggiustano. Ma se continuerai a ricordarti che il tuo gomito era rotto, potrai ricominciare a usare il tuo braccio?
Così è anche per la vita, se continui a ricordarti di chi ti ha fatto del male non avrai mai sufficiente tempo da dedicare a chi ti ha amato.
Sai cosa fa star bene? Baciare. Ti fa elevare. Ti fa sentire parte di un microcosmo in cui siete solo tu e lei. E in cui le vostre lingue sono le avanguardie del piacere che pervade l’intero corpo.
Usa la lingua per baciare. Non per proferire parole d’odio
Usa la mente per la tua creatività. Non per ricordare il dolore.
Costruisci e non distruggere.
Concentra il tuo sguardo sul bello. Non lo vedi? Guarda un bambino. Lui lo percepisce ovunque.
Concentra i tuoi pensieri su ricordi belli. Allontana la nostra naturale attrazione per l’orrido.
Usa solo parole positive. Le parole sono magiche e creano il tuo intero universo. Una parola può generare un universo: il tuo universo.
Ricorda: immagini, ricordi e parole. Impadronisciti di questa triade e sarai felice.

Eravamo fratelli di sangue…

Avevo solo quindici anni quando andai per la prima volta con Nicola in ospedale. Lui ci andava tutti i sabati, aveva un permesso speciale a scuola per assentarsi sempre in quello specifico giorno… Lui era anemico, anemia falciforme si chiamava la sua malattia, e sarebbe stata lei a portarlo via di lì a poco… sette o otto anni dopo…

Nicola aveva le braccia piene di ematomi, e quando si feriva piangeva come un bambino, e la Compagnia di cui facevamo parte da anni lo prendeva in giro definendolo una “feminuccia che frignava per niente”, poi capimmo il suo dramma… Continua a leggere “Eravamo fratelli di sangue…”