Non sono un economista, nè tantomeno un giornalista, ma un uomo con un cuore ed un cervello si.
Sono un cassaintegrato, e vivo con pochi spiccioli in tasca, sperando in un futuro migliore per me. Risiedo in un paesino della Riviera del Brenta, ma sono di Mestre, dove mi reco spesso tramite il treno. Dalla stazione alla Fondazione Marotta, in cui faccio volontariato, percorro tutti i giorni i circa tre chilometri a piedi, e i volti delle persone che incontro lungo la mia strada sono spesso gli stessi, come un quadro dipinto da chissà che demiurgo. I passanti ti accompagnano per pochi metri e non puoi non chiederti da dove vengano e dove stiano andando, ma mentre ti stai chiedendo ciò questi prendono un’altra strada… O forse sei tu a prenderla… e non ti resta che il dubbio su chi fossero quei tuoi compagni di strada…
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Il mondo si sta inevitabilmente spostando su internet, ricordo ancora quando scrissi quel tema per la maturità sul web che mi permise di ottenere un nove… Era il 1995 e il mio entusiasmo era fondato, ma la mia consapevolezza di ciò che stava accadendo non esisteva. Nessuno poteva immaginare che l’editoria, il marketing, il know how, le comunicazioni private e non, le campagne elettorali, potessero spostarsi in massa sul web, abbandonando in parte, o totalmente il mondo reale.
Si è perso, non so in che meandri della mente umana e delle ideologie sempre pronte a cambiare di fronte all’evento più recente e più sconvolgente, l’idea e la comprensione che il vero motore di un’Africa libera e in pace è l’Africa stessa.

Riguardavo alcuni filmati su Youtube di vecchi programmi Rai, quando il paese cercava di creare una nazione migliore nella quale far vivere i “loro”, NOI, figli, in un mondo più evoluto e più colto, un mondo distante dalle aberrazioni della guerra. C’era Carmelo Bene in TV, l’Opera veniva trasmessa in prima serata, Eduardo De Filippo e Totò erano ambasciatori dell’Arte Napoletana, la scuola dei cantanti Genovesi e degli attori ed autori Romani faceva tendenza in tutto il mondo. Dall’estero non venivano soubrette a mostrare le tette e i culi negli spot della telefonia, ma grandi attori, scrittori, uomini. Hemingway ci ha vissuto in Italia, Ezra Pound scelse Venezia come città rifugio e luogo in cui riposare, ma forse sono stati gli ultimi grandi a farlo.