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Riguardavo alcuni filmati su Youtube di vecchi programmi Rai, quando il paese cercava di creare una nazione migliore nella quale far vivere i “loro”, NOI, figli, in un mondo più evoluto e più colto, un mondo distante dalle aberrazioni della guerra. C’era Carmelo Bene in TV, l’Opera veniva trasmessa in prima serata, Eduardo De Filippo e Totò erano ambasciatori dell’Arte Napoletana, la scuola dei cantanti Genovesi e degli attori ed autori Romani faceva tendenza in tutto il mondo. Dall’estero non venivano soubrette a mostrare le tette e i culi negli spot della telefonia, ma grandi attori, scrittori, uomini. Hemingway ci ha vissuto in Italia, Ezra Pound scelse Venezia come città rifugio e luogo in cui riposare, ma forse sono stati gli ultimi grandi a farlo.

Io cerco da molto di capire da che parte guardare questo mondo, e vedo che l’intera informazione si occupa di politica e gossip. Persino lo sport è stato superato da questi nuovi mercati. E non possiamo negare che siano redditizi…

Mi guardo attorno, e vengo a sapere che in Inghilterra sulla BBC due anni fa uno storico aveva ottenuto fino ad otto milioni di spettatori per una trasmissione nella quale approfondiva la sua materia: vi immaginate!!! Otto milioni di persone che seguono un programma senza tette e culi.

Così, disperato cerco su internet. Questa è la generazione Web 2.0, una generazione che partecipa alla vita del proprio paese, e mondo, attraverso internet. Sono un ottimista, e credo che almeno lì ci sarà più divulgazione. Invece no… mi perdo in post, video, link che parlano solo di quello: politica e gossip… Eppure io ho sentito molti affermare che in Tv non si parla di cultura, non si produce cultura, e allora perché in internet, tramite i Social Network, nessuno si preoccupa di parlarne? Forse perché la cultura, come i diritti delle donne, o delle minoranze, riempiono la bocca ma non danno soddisfazioni come offendere un politico o sapere chi è amante di chi.

E guarda caso, che ci si ritrova sempre con lo stesso problema: NESSUNO PARLA DI CULTURA. Non serve essere colti, ma la divulgazione è necessaria, far sapere ai giovani che esiste qualcosa al di fuori degli schemi usuali imposti da blogger, Fan Page, Gruppi che non insegnano nulla di necessario.
A questo punto sorge un nuovo interrogativo: nell’era del Web 2.0, cosa posso fare io per la cultura? E chi può aiutarmi a farla conoscere?
Web 2.0 vuol dire PARTECIPAZIONE, internet vuol dire COPYLEFT. Cioè? Dobbiamo regalare le nostre
Libertà è partecipazione idee, per far crescere un mondo migliore. Non ha più senso credere che la parola, la conoscenza debba essere di pochi eletti, e a pagamento. Non esiste più quel mondo in cui la carta e i soldi fermavano la divulgazione della conoscenza.

Noi siamo Piccoli Maestri, ma soprattutto, Infinitamente Piccoli Allievi, dobbiamo imparare ad imparare. Diffondere conoscenza vuol dire attrarre interesse verso ciò che ci caratterizza di più al mondo: la bellezza. L’arte è bellezza, e l’arte è l’unica invenzione che l’uomo ha creato in grado di donare solo amore.

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Cultura 2.0, vuol dire Partecipazione alla rinascita del bello.

Cultura 2.0 vuol dire allargare le braccia ed accogliere chi vuole amare.

Cultura 2.0 vuol dire portare nel grembo sogni e donarli a chi non sa più sognare.

Parte con questo piccolo Manifesto l’avventura del Blog “Gruppo CreAttivo”… con la speranza di far nascere tante piccole idee… che prima o poi diverranno un prato fiorito…
Accetta e dona il bello che è in te….

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