Lettera di un figlio ad un padre: “Papà grazie dei tuoi sacrifici, non farne altri per lo stato”

Lettera a un padre

Caro papà mi ricordo di quando ci raccontavi della tua infanzia? A sette anni aiutavi tua zia a trasportare bibite per Burano perché non c’erano soldi: era l’Italia povera del dopo guerra, quella dei calzoni corti e dei buchi sotto le suole delle scarpe, con i geloni che spaccavano la pelle dei piedi. Io a 7 anni lavoravo di fantasia con mio fratello, che di anni ne aveva sei, immersi in un mondo fatato in cui non sapevamo neppure rifarci il letto.

Ti ricordi a 11 anni come passavi le tue giornate? Andavi a lavorare alle 7:00 con il battello, e poi fino alle 18:00 correvi davanti ai forni che lavoravano il vetro ad una temperatura di1200°C. Il vetro di Murano ti riempiva la pelle di schegge quando esplodeva, e le canne per soffiare ti bruciavano la pelle. Continua a leggere “Lettera di un figlio ad un padre: “Papà grazie dei tuoi sacrifici, non farne altri per lo stato””

L’amicizia al tempo del sempre connesso… resta una parola vuota.

L'amico ti accompagna per sempre

Non sono mai stato bravo a crearmi amici, e questa è senz’altro una mia colpa. Non posso pensare di dare la colpa agli altri dei miei errori, lo stesso discorso vale per le donne che mi son trovato, spesso bellissime, ma mai serene e capaci di interagire con me. Che sereno e capace d’interagire non sono.

Qualche anno fa vedendo gli amici comparire e scomparire dalla mia vita, così ho coniato una “massima” una “sentenza”: “Vedo ombre all’orizzonte”, le ombre sono create da una luce proiettata su un oggetto, e da questa

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Erasmo da Rotterdam: “Elogio alla Follia”

Erasmo da Rotterdam

Non vedete, prima di tutto, con quanta preveggenza Madre Natura, artefice della specie umana, ha evitato che il pepe della follia venisse in qualche misura a mancare? Se infatti la sapienza consiste, secondo la definizioen stoica, nell’essere guidati dalla ragione e la follia, invece, nell’essere in balia delle passoni, quanto più passione che ragione ha posto Giove nell’uomo, ad evitare che la sua vita fosse davvero cupa e tetra? più o meno come la mezza oncia sta all’asse. La ragione, per giunta, ha voluto relegarla in uno stretto angolino della testa, lasciando alle passioni tutto il resto del corpo. Per di più l’ha costretta a lottare da sola contro due violentissimi tiranni, l’ira che occupa la rocca della viscere e la stessa sorgente della vita, il cuore, e la brama, che dispone di un vastissimo impero giù fino al pube.

Dedicato a tutti i pazzi (Mahatma Gandhi)

Salvador Dalì

Un Pazzo è un disadattato, un ribelle, un combina guai.
è disordinato, scapestrato, incosciente.
ride quando tutti piangono e piange quando tutti ridono.
Un Pazzo vede il mondo in maniera differente
lo vive in modo differente e per questo è
un diverso.
Un Pazzo non ama le regole, e non ha rispetto per lo status quo.
Un pazzo tragredisce, osa, va contro corrente.
Puoi elogiarlo o non essere d’accordo con lui, puoi seguirlo o citarlo.
Puoi non credergli, puoi glorificarlo o vilificarlo ma
l’unica cosa che non puoi fare è:
IGNORARLO! Continua a leggere “Dedicato a tutti i pazzi (Mahatma Gandhi)”