223727_528452623849637_1776198577_nIl difficile e il facile si completano a vicenda,
lungo e corto si formano in reciproco scambio,
alto e basso capovolgono l’uno all’altro.
Il suono e il tono si accordano a vicenda,
il prima e il dopo si seguono l’un l’altro.
Per questo l’uomo saggio agisce senza agire
e insegna per davvero senza insegnare.
Favorisce il germogliare degli infiniti esseri
senza impadronirsi mai di loro,
ne aiuta lo sviluppo senza indirizzarli.
Non si sofferma sull’opera compiuta
e, non, fermandosi, non ne resta escluso.

Non dando valore alle cose preziose,
la gente smette di rubare.
Non aver niente da bramare
fa si che il tuo cuore sia mai turbato.

Sonetto 43 (Shakespeare)

William Shakespeare

Quanto più chiudo gli occhi, allora meglio vedono,
perché per tutto il giorno guardano cose indegne di nota;
ma quando dormo, essi nei sogni vedono te,
e, oscuramente luminosi, sono luminosamente diretti nell’oscuro.

Allora tu, la cui ombra le ombre illumina,
quale spettacolo felice formerebbe la forma della tua ombra
al chiaro giorno con la tua assai più chiara luce,
quando ad occhi senza vista la tua ombra così splende!

Quanto, dico, benedetti sarebbero i miei occhi,
guardando a te nel giorno vivente,
quando nella morta notte la tua bella ombra imperfetta,
attraverso il greve sonno, su ciechi occhi posa!

Tutti i giorni sono notti a vedersi, finché non vedo te,
e le notti giorni luminosi, quando i sogni si mostrano a me.

William Shakespeare, Sonetto 43

Spiaggia d’estate

cropped-scrivo-sulla-sabbiaCome un bimbo
che disegna sulla sabbia
sei tu.

Segni che sembrano eterni
nella mia anima,
solchi profondi,
ferite aperte.

Come le onde,
impetuose e inarrestabili,
le tue mani.

Mani calde,
mani che non si fermano,
mani che esplorano.

L’acqua cancella i segni.
L’acqua cancella le ferite.
Come il tempo lei è.

L’estate finita.
L’amore andato…
ma le ferite nella mia vita
il mare non ha cancellato

 

———>   E’ uscito il mio quarto libro: La persistenza della memoria:

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Il libro è in vendita in oltre 4500 librerie e on line:

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Questo testo è di Proprietà intellettuale di Alessandro Bon può essere usato solo citando l’autore Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 2.5 Italia License.

Non conosciamo mai la nostra altezza (Emily Dickinson)

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Non conosciamo mai la nostra altezza
finché non siamo chiamati ad alzarci.
E se siamo fedeli al nostro compito
arriva al cielo la nostra statura.

L’eroismo che allora recitiamo
sarebbe quotidiano, se noi stessi
non c’incurvassimo di cubiti
per la paura di essere dei re.

Farfalle

1010621_10207113878798049_6746883006350626697_nFiori ricoprono i prati
e di essi le farfalle,
candide creature,
si nutrono e vivono.

I fiori sbocciano,
timorosi di Dio,
e aspettano l’amore,
vero frutto della giovinezza.

Perché debbo sbocciare,
perché debbo vivere,
perché debbo dare frutti
se non ho nessuno da nutrire?

I fiori più belli, a volte,
non profumano,
non hanno colori sgargianti,
ma attendono farfalle…

Per poter sbocciare.

 

———>   E’ uscito il mio quarto libro: La persistenza dellamemoria:

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