Angoscia

Non vengo questa sera per il tuo corpo, o bestia
Che i peccati d’un popolo accogli, né smuoverò
Nei tuoi capelli impuri una triste tempesta
Sotto il tedio incurabile che versa il mio bacio:

Chiedo al tuo letto il sonno pesante, senza sogni,
Librato sotto il velo segreto dei rimorsi,
E che tu puoi gustare dopo le tue menzogne
Nere, tu che del nulla conosci più che i morti.

Poiché il Vizio, rodendomi l’antica nobiltà,
M’ha come te segnato di sua sterilità;
Ma mentre nel tuo seno di pietra abita un cuore

Che crimine o rimorso mai potrà divorare,
Io pallido, disfatto, fuggo col mio sudario,
Sgomento di morire se dormo solitario.

La rosa bianca

10441968_10204351594737820_6436489457193511987_nAppoggiasti la tua rosa al mio cuore,
era bianca, come la tua carnagione,
aveva spine come il tuo carattere.

Segnasti i miei giorni,
di profumi intensi,
ed intense sofferenze.

Stringesti forte la tua rosa,
conficcando spine nel mio cuore,
e vi rimasi ferito.

Ora la tua rosa è rossa,
come le lacrime che ho pianto,
come te quando ti ho detto:

addio….

 

 

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