Budapest Szeretlek (Ti Amo)

Il Monte Gellért, Il Castello di Buda e la Città vecchia

Di tutte le città che ho visitato una l’ho sentita particolarmente mia: Budapest. Piccola grande perla poggiata sul Danubio da un popolo fiero e colto, che ha saputo essere protagonista nella storia Europea sin dall’anno mille quando i Magiari si stanziarono in Pannonia.

Budapest è una città deliziosa e romantica e camminare mano nella mano lungo il Danubio blu ammirando il Palazzo Reale dall’altra sponda è un’esperienza che consiglio ad ogni innamorato. Continua a leggere “Budapest Szeretlek (Ti Amo)”

Che Guevara: l’odio come fattore di lotta

L’odio come fattore di lotta; l’odio intransigente contro il nemico, che permette all’uomo di superare i suoi limiti naturali e lo trasforma in una efficace, violenta, selettiva e fredda macchina per uccidere. I nostri soldati devono essere così: un popolo senza odio non può distruggere un nemico brutale. Bisogna portare la guerra fin dove il nemico la porta: nelle sue case, nei suoi luoghi di divertimento. Renderla totale. Non bisogna lasciargli un minuto di tranquillità […] farlo sentire come una belva braccata. (citato in Guido Crainz, Storia del miracolo italiano, Donzelli, 2003)

Caino e Abele 2000, ovvero: “Il perdono e l’oblio”

8 Caino disse al fratello Abele: «Andiamo in campagna!». Mentre erano in campagna, Caino alzò la mano contro il fratello Abele e lo uccise. 9 Allora il Signore disse a Caino: «Dov’è Abele, tuo fratello?». Egli rispose: «Non lo so. Sono forse il guardiano di mio fratello?». 10 Riprese: «Che hai fatto? La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo! 11 Ora sii maledetto lungi da quel suolo che per opera della tua mano ha bevuto il sangue di tuo fratello. 12 Quando lavorerai il suolo, esso non ti darà più i suoi prodotti: ramingo e fuggiasco sarai sulla terra». Genesi 4,8-12

Il mito di “Caino e Abele” ci da due fondamentali insegnamenti: Caino va punito, e Abele va ricordato. Ma oggi, nella civiltà post Beccaria, Caino e Abele come vengono trattati? Continua a leggere “Caino e Abele 2000, ovvero: “Il perdono e l’oblio””

Autunno (Poesia)

Triste mi pare l’autunno,
mi ricorda la mia vita,
mi ricorda le mie ferite.

Le foglie che cadono,
stordite dal vento
toccano terra nutrendola.

Alcune però, catturate,
volano via col vento,
nella fredda brezza.

Il ricordo non lasciano…
l’amore non lasciano…
la vita non lasciano…

Solo un ramo vuoto.

Fukushima: J’Accuse al Capitalismo. Io nego lo Tzunami

Ciò che più mi ha colpito nell’immane tragedia che ha devastato il Giappone è stato il silenzio con cui i nipponici hanno saputo affrontare questo cataclisma. O meglio stanno, perché è di ieri la notizia di un nuovo terremoto. Ma, non posso negare che ciò che sta avvenendo a Fukushima non è opera della natura, ma dell’uomo.
E’ stato l’uomo a costruire la centrale nucleare.
E’ stato l’uomo a negare la pericolosità del disastro che si stava manifestando all’intero dei reattori.
E’ stato l’uomo a lucrare sui mezzi di sicurezza di quella centrale atomica. Come non possiamo accusare Madre Natura per il Disastro del Vajont così non possiamo accusare lo Tzunami per aver distrutto il mostro che l’uomo aveva costruito e con l’intento di lucrare ha volutamente reso privo di ogni sicurezza. Continua a leggere “Fukushima: J’Accuse al Capitalismo. Io nego lo Tzunami”