“Una monetina capo, per favore…” Perchè tutti possiamo finire per strada

Non sono un economista, nè tantomeno un giornalista, ma un uomo con un cuore ed un cervello si.

Sono un cassaintegrato, e vivo con pochi spiccioli in tasca, sperando in un futuro migliore per me. Risiedo in un paesino della Riviera del Brenta, ma sono di Mestre, dove mi reco spesso tramite il treno. Dalla stazione alla Fondazione Marotta, in cui faccio volontariato, percorro tutti i giorni i circa tre chilometri a piedi, e i volti delle persone che incontro lungo la mia strada sono spesso gli stessi, come un quadro dipinto da chissà che demiurgo. I passanti ti accompagnano per pochi metri e non puoi non chiederti da dove vengano e dove stiano andando, ma mentre ti stai chiedendo ciò questi prendono un’altra strada… O forse sei tu a prenderla… e non ti resta che il dubbio su chi fossero quei tuoi compagni di strada…

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Quando la reputazione On line supera la realtà

Il mondo si sta inevitabilmente spostando su internet, ricordo ancora quando scrissi quel tema per la maturità sul web che mi permise di ottenere un nove… Era il 1995 e il mio entusiasmo era fondato, ma la mia consapevolezza di ciò che stava accadendo non esisteva. Nessuno poteva immaginare che l’editoria, il marketing, il know how, le comunicazioni private e non, le campagne elettorali, potessero spostarsi in massa sul web, abbandonando in parte, o totalmente il mondo reale.

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Misurare il valore del nostro Tempo su questa terra

Come si costruisce un futuro?

Da sempre l’uomo è attratto dal concetto di Tempo, e ha cercato di spiegarlo in ogni modo, ed utilizzando ogni metodo. Metafisica, filosofia, meccanica e fisica, non son ancora riusciti a darci un reale valore con il quale misurare la qualità del tempo.

Qual’è il vero valore del tempo?
Se è pur vero che la filosofia ci può far notare che il tempo scorre più o meno velocemente in base alle attività svolte, è vero anche che il nostro corpo si deteriora in base al tempo scientifico, studiato dalla fisica, e non dalla metafisica. Un’ora, signori è un’ora. Può essere noiosa o allegra, sembrare infinita o scorrere in un batter d’occhio, ma resta un’ora, sessanta risicati minuti.
Ma allora come possiamo migliorare la nostra permanenza su questo mondo?
Non son interessato certo a chiedermi cosa vi sia prima o dopo la vita terrena, ma a riflettere su questo percorso che ci è concesso di trascorrere come esseri umani.

Ogni attività genera uno sforzo, e ogni sforzo necessita di energia creata precedentemente e disperde energia, e anche questo elemento della fisica deve essere preso in considerazione nel nostro approccio ad una vita migliore. La “fatica di vivere”, intesa come energia usata e prodotta per compiere un’azione è un altro metro del valore della nostra vita.

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Lasciamo gli africani soli a sé stessi… e li libereremo…

“In tutte le analisi dei problemi dell’Africa, c’è una risorsa naturale che spesso non viene apprezzata: gli africani stessi.” – Wangari Maathai

Si è perso, non so in che meandri della mente umana e delle ideologie sempre pronte a cambiare di fronte all’evento più recente e più sconvolgente, l’idea e la comprensione che il vero motore di un’Africa libera e in pace è l’Africa stessa.

Ho solo 35 anni, eppure, ricordo la forza delle idee di chi affermava che l’Africa era in mano a multinazionali europee e americane, e di recente cinesi, di chi sapeva che erano i Re dei Diamanti Belgi ed Olandesi a pagare i mercenari nelle sanguinose guerre della Liberia e della Costa D’Avorio e di quegli stati come la Nigeria governati dalla Shell e dalle altre multinazionali del petrolio, guerre create ad arte per possedere la ricchezza mineraria di quei paesi. Come se la povertà endemica dell’Africa fosse colpa dei soli Africani, che armati dall’occidente, o dai macete cinesi, si volessero sterminare senza motivi apparenti. Continua a leggere “Lasciamo gli africani soli a sé stessi… e li libereremo…”

Parlando a vanvera di arte a Venezia

Può essere un cimitero un luogo di cultura, oltre che di culto?
Il Cimitero di San Michele nato nel 1807 per volontà dello sciacallo del Veneto Napoleone, (ampliato poi con l’unione delle due isole di San Michele e di San Cristoforo della Pace, nel 1829),  è  in grado di dimostrare la capacità di una città di attirare cultura e uomini colti, che fuggiti alla demonizazione del proprio paese si sono rifugiati in una città aperta da sempre al diverso…

Tra i personaggi celebri che qui riposano:

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